La morte di Nicolò, il bambino di sette anni investito mentre andava a scuola in bicicletta con il padre, ha riaperto a Torino il dibattito sulla sicurezza della mobilità urbana. Il piccolo era stato travolto il 22 settembre nel controviale di corso Regina Margherita ed è morto poche ore dopo in ospedale. Nelle ore successive circa 300 persone hanno partecipato a una ciclabile umana per chiedere interventi capaci di rendere più sicure le strade.
Un nuovo appuntamento è previsto martedì 29 settembre alle 19 in piazza Palazzo di Città. Il presidio è organizzato da Fiab Torino Bike Pride, a una settimana dall’investimento, e si inserisce in una mobilitazione che coinvolgerà anche altre città italiane. L’iniziativa punta a riportare l’attenzione sulle condizioni delle corsie ciclabili, sulla segnaletica e sui comportamenti degli automobilisti.
La pagina contro la sosta irregolare
Tra le iniziative nate sul tema c’è quella di Alessandro, 36 anni, atleta e ciclista, che nel 2023 ha creato la pagina Bel parcheggio. L’obiettivo è segnalare le auto lasciate in luoghi non consentiti, documentare situazioni di rischio e invitare automobilisti e cittadini a osservare con maggiore attenzione ciò che accade sulle strade. Il progetto è partito con biglietti lasciati sui parabrezza e adesivi con la scritta Bel parcheggio, scelti per richiamare l’attenzione senza alimentare uno scontro diretto tra chi guida e chi pedala.
Alessandro racconta di aver iniziato a praticare triathlon nel 2020 e di percorrere oggi circa 3 mila chilometri all’anno in bicicletta, utilizzandola anche per gli spostamenti quotidiani. Con il tempo, la pagina si è ampliata attraverso Instagram, Facebook, TikTok e YouTube, raccogliendo immagini e segnalazioni inviate dagli utenti. Secondo quanto riferito, i messaggi arrivano ogni giorno e hanno spinto il gruppo a lavorare a un’applicazione per rendere più strutturata la raccolta.
Il progetto digitale è ancora in fase sperimentale. Alessandro riferisce che l’app prevede un riconoscimento economico per chi segnala le auto in malasosta e che, dal 6 luglio 2026 a oggi, dieci utenti beta tester hanno inviato circa 500 segnalazioni. Il dato viene presentato come un’indicazione della frequenza con cui chi si muove in bicicletta incontra veicoli fermi in spazi destinati ad altri usi, ma non costituisce una rilevazione ufficiale sulla sosta cittadina.
Le critiche alle corsie ciclabili
Per Alessandro, il problema non riguarda soltanto le auto parcheggiate dove non dovrebbero. Nel mirino ci sono anche le corsie disegnate sulla carreggiata, ritenute in molti casi prive di protezioni sufficienti, oltre alla segnaletica poco visibile. Tra gli elementi indicati ci sono strisce pedonali sbiadite, spazi difficili da riconoscere e automobili che sorpassano le biciclette a distanza ridotta.
La combinazione tra disattenzione, scarsa consapevolezza dei rischi e segnaletica carente, sostiene il ciclista, può aumentare la pericolosità degli spostamenti. Nel suo intervento cita Amsterdam, Lione, Copenaghen e Parigi come esempi a cui guardare per migliorare la protezione delle persone in bicicletta. Con Fiab Bike Pride ha inoltre partecipato a una mappatura delle aree destinate al parcheggio delle biciclette.
Il presidio davanti a Palazzo di Città sarà quindi l’occasione per ricordare Nicolò e chiedere un confronto sul modo in cui Torino progetta e protegge i propri spazi stradali. La mobilitazione, secondo gli organizzatori e i partecipanti, punta a promuovere maggiore attenzione, partecipazione alle iniziative e consapevolezza dei rischi legati alla convivenza tra automobili e biciclette.