Sapori italiani

A Torino la pasta aglio e olio dello chef Francesco Rovai

Nel locale Del Cambio, la preparazione riunisce grani, aglio calabrese, peperoncino e oli da ulivi secolari.

A Torino la pasta aglio e olio dello chef Francesco Rovai

Un grande classico della cucina italiana viene reinterpretato nelle cucine del ristorante stellato Del Cambio di Torino. Lo chef Francesco Rovai propone una versione degli spaghetti aglio, olio e peperoncino costruita attorno a ingredienti legati alle reti e ai territori valorizzati da Slow Food.

La preparazione, presentata in un contenuto pubblicato il 29 settembre 2026, parte da una pasta realizzata con grani della rete Slow Grains. La base tradizionale del piatto viene così collegata al tema della biodiversità, raccontato anche nell’ambito di Terra Madre.

Gli ingredienti della preparazione

Tra gli elementi utilizzati dallo chef ci sono l’aglio rosa di Nicastro, riconosciuto come Presidio Slow Food calabrese, il Peperoncino di Calabria Igp e un blend di oli ottenuti da ulivi secolari. Gli ingredienti provengono quindi da realtà e territori differenti, riuniti in una ricetta che mantiene il riferimento alla preparazione originale.

Il risultato è una versione definita stellata di uno dei piatti più semplici e conosciuti della tradizione italiana. La proposta del Del Cambio punta sull’incontro tra la struttura essenziale di aglio, olio e peperoncino e la caratterizzazione offerta dalle materie prime legate ai presìdi e alle reti di Slow Food.

Una ricetta ispirata alla biodiversità

Il piatto conserva gli elementi riconoscibili della ricetta, ma li inserisce in un percorso gastronomico basato sulla provenienza degli ingredienti. La pasta da grani della rete Slow Grains, l’aglio calabrese, il peperoncino certificato e gli oli da ulivi secolari diventano così i componenti centrali della rilettura proposta a Torino.

La preparazione mostra come anche un piatto quotidiano possa essere reinterpretato attraverso prodotti collegati a specifiche comunità e aree di produzione, senza perdere il legame con la tradizione culinaria italiana.