A Torino si apre un nuovo fronte di confronto tra esponenti del mondo forense dopo alcune dichiarazioni di Futuro Nazionale, il partito di estrema destra legato a Roberto Vannacci. Al centro della polemica ci sono le parole pronunciate dai vertici locali in seguito all’esplosione di un petardo a bordo di un tram della linea 4.
Per il movimento, quanto accaduto dimostrerebbe la necessità di rastrellare il quartiere Barriera di Milano. L’espressione ha provocato la reazione della Camera penale Vittorio Chiusano, associazione alla quale aderiscono alcuni tra i più noti penalisti del territorio. In un comunicato intitolato "Fascisti a parole", l’organismo ha contestato il linguaggio utilizzato e i contenuti delle proposte avanzate dal partito.
La posizione della Camera penale
Secondo la Camera penale, la politica può esprimersi in forme diverse, ma deve restare all’interno del perimetro costituzionale. Evocare un rastrellamento, sostiene l’associazione, significa ipotizzare una caccia alle persone senza garanzie, prima di qualsiasi processo e al di fuori delle regole dello Stato di diritto.
Nel documento vengono inoltre criticate le idee attribuite a Futuro Nazionale su una presunta recidiva automatica e senza attenuanti, su un processo immediato e obbligatorio per chi viene arrestato in flagranza e sulla possibilità di aggravare la pena in appello anche senza una richiesta in tal senso. La Camera penale definisce questi orientamenti incompatibili con le garanzie processuali e li paragona a precetti propri di un regime sovietico.
Nel mirino finisce anche Giampaolo Mussano, avvocato e responsabile torinese di Futuro Nazionale, oltre che componente del Consiglio dell’Ordine. La Camera penale afferma che la sua posizione sarebbe particolarmente problematica perché, in quell’organo, dovrebbe rappresentare l’intera categoria. L’associazione ribadisce quindi la distanza da un linguaggio e da un pensiero orientati, a suo giudizio, alla repressione prima delle garanzie.
La replica di Mussano
Contattato da TorinoToday, Mussano ha definito la Camera penale Vittorio Chiusano una piccola associazione con pochi iscritti e ha accusato l’organismo di fare politica contro un partito politico. L’avvocato ha precisato di avere parlato non in qualità di professionista, ma come coordinatore di Futuro Nazionale, sottolineando la distinzione tra i due ruoli.
Sul significato dell’espressione rastrellamento, Mussano ha spiegato che si tratterebbe di un’operazione condotta sul territorio con l’esercito, per individuare e fermare criminali, persone irregolari e autori di violenze sessuali. Alla domanda su come dovrebbero essere identificate le persone da coinvolgere, ha risposto che sarebbe necessario organizzare un’operazione corretta, sostenendo che l’intervento tutelerebbe tutti i residenti, compresi gli extracomunitari integrati.
Il coordinatore ha infine respinto l’interpretazione secondo cui le persone da fermare sarebbero soltanto straniere. La sua posizione, ha chiarito, riguarda la necessità di individuare i criminali e assicurarli alla giustizia. Il confronto resta così aperto tra la richiesta di maggiore sicurezza avanzata da Futuro Nazionale e le critiche della Camera penale sul rispetto delle garanzie costituzionali.