Le liste d’attesa sanitarie restano una delle principali criticità segnalate dai cittadini in Piemonte. A confermarlo è la relazione del Difensore civico regionale, secondo cui anche nel 2025 le segnalazioni più numerose hanno riguardato l’area sanitaria e sociosanitaria. Le difficoltà riguardano la prenotazione di visite, esami e interventi entro i tempi previsti dai codici di priorità, con possibili conseguenze sull’accesso e sulla continuità delle cure.
Tra i problemi evidenziati figura anche la distanza tra il luogo di residenza e la struttura disponibile. Per ottenere una prestazione, molti utenti sono costretti a spostarsi in altri comuni o persino in province diverse. Una situazione che aggrava il disagio soprattutto per le persone anziane, per i pazienti fragili e per chi deve sottoporsi a controlli periodici.
Il nuovo CUP non è ancora operativo
La relazione richiama in particolare il ritardo nell’attivazione del nuovo CUP regionale, il Centro unico di prenotazione che dovrebbe rendere più semplice individuare le disponibilità nel territorio. Il Difensore civico chiede che il sistema venga reso operativo al più presto, indicando il suo mancato avvio come uno degli elementi che contribuiscono alle difficoltà di accesso alle prestazioni.
Un secondo nodo riguarda il cosiddetto percorso di tutela. Si tratta dello strumento che consente al cittadino di ottenere una prestazione nei tempi indicati dal medico quando il CUP non offre una disponibilità compatibile con la priorità prescritta. Secondo il Difensore civico, molti utenti non conoscono questa possibilità. Per questo il percorso dovrebbe essere rafforzato, semplificato e reso concretamente accessibile.
Le testimonianze dal territorio
Sul tema è intervenuto il consigliere regionale del Partito democratico Daniele Valle, che ha raccolto alcune esperienze condivise dai cittadini. Un paziente ha riferito di non essere riuscito a prenotare una visita oculistica nella propria città, mentre un altro ha ottenuto un appuntamento dermatologico soltanto nel 2028.
Tra le testimonianze c’è anche quella relativa a un paziente affetto da Parkinson, per il quale l’appuntamento è stato fissato dopo quasi un anno e in sedi diverse: prima a Pianezza, nonostante la residenza a Collegno, poi ad Alpignano e infine a Orbassano. Un’altra cittadina ha raccontato di aver cercato per quattro mesi una visita dermatologica al San Lazzaro, trovando esaurita l’agenda del 2027 e dovendo attendere l’apertura di quella del 2028, fino alla decisione di rivolgersi a una struttura privata.
Una farmacista ha spiegato di provare ogni giorno a prenotare visite ed esami per i propri pazienti, ricevendo spesso come unica risposta l’assenza di posti disponibili. Le segnalazioni citate da Valle riguardano inoltre risonanze magnetiche rinviate al 2028, ecografie programmate nel 2027 e mammografie di controllo fissate con oltre un anno di attesa.
Per il consigliere regionale, la ripetizione di situazioni analoghe in diverse aree del Piemonte dimostra che non si tratta di episodi isolati. Le difficoltà interessano visite dermatologiche e oculistiche, esami diagnostici e controlli programmati, con appuntamenti talvolta assegnati in province diverse da quella di residenza. Il quadro delineato dal Difensore civico indica quindi un problema strutturale che continua a condizionare l’accesso alle cure.