Tutela sociale

Caregiver, la richiesta al Piemonte: più sostegni e servizi

In Commissione Sanità: confronto sulle misure destinate a chi assiste anziani, malati oncologici, minori con disabilità

Caregiver, la richiesta al Piemonte: più sostegni e servizi

Le parole di comprensione non bastano più. Le associazioni che rappresentano i caregiver familiari chiedono interventi concreti alla Regione Piemonte, chiamata a esaminare un progetto di legge sul riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno di chi assiste quotidianamente un familiare fragile. Il confronto si è svolto in quarta Commissione Sanità del Consiglio regionale, dove sono state illustrate le principali difficoltà affrontate da chi si prende cura di anziani non autosufficienti, malati oncologici e bambini con disabilità.

Al centro non c’è soltanto il peso dell’assistenza, ma l’assenza di strumenti adeguati per conciliarla con il lavoro, la vita personale e la tutela della salute di chi presta le cure. L’impegno può diventare continuo e usurante, fino a favorire condizioni di ansia, depressione e affaticamento cronico. Nei casi più gravi, secondo quanto emerso nel confronto, possono presentarsi anche problemi fisici, abuso di alcol e tentativi di suicidio. In Piemonte i caregiver familiari sarebbero tra 300 mila e 400 mila, secondo i dati citati dalla Regione.

Le richieste delle associazioni

Il Coordinamento Familiari Uniti ha presentato un documento con una serie di proposte. Sul fronte occupazionale vengono chieste maggiore flessibilità, possibilità di ricorrere al lavoro agile e al part-time, attenzione alla distanza tra abitazione e sede di lavoro e strumenti specifici per autonomi, liberi professionisti e titolari di partita Iva. Per la previdenza, le associazioni chiedono una copertura durante i periodi dedicati all’assistenza domiciliare di familiari non autosufficienti.

Tra gli altri punti indicati figurano la formazione, la continuità tra ospedale e territorio e un’assistenza domiciliare più strutturata. L’obiettivo è evitare che la casa venga trasformata in un reparto ospedaliero, con il familiare costretto a sostituire integralmente il personale. Il documento sollecita inoltre un punto unico di riferimento, un registro regionale dei caregiver con tesserino identificativo e una riduzione degli adempimenti burocratici. Le risposte, viene sottolineato, dovrebbero essere calibrate sulla diversa intensità delle cure richieste.

Il confronto politico e le iniziative informative

La proposta di legge presentata dal Partito democratico prevede il riconoscimento del caregiver familiare come componente della rete integrata dei servizi sociosanitari. Il consigliere Daniele Valle ha richiamato l’approvazione, in Veneto, di una normativa analoga e ha definito importante l’apertura del vicepresidente Marrone alla costruzione di un testo condiviso.

In occasione della Giornata Europea dei caregiver oncologici, in Piemonte aderiscono alle iniziative 23 ospedali e aziende sanitarie. A Torino, presso il Coes dell’ospedale Molinette, è previsto un punto informativo dalle 10 alle 15. Dalle 12 alle 16, nell’Aula Cappa dell’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, sono invece in programma relazioni di medici e psicologi e testimonianze di familiari impegnati nell’assistenza.

Il direttore sanitario dell’Inoc, Piero Fenu, ha ricordato l’esperienza ventennale della struttura nell’accoglienza e nell’assistenza integrata. Tra le attività citate rientrano i progetti di Candiolo Cares, sostenuti dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, con percorsi di sollievo e supporto psicologico destinati a pazienti e caregiver. Le diverse iniziative puntano così a rafforzare la rete di sostegno attorno a chi presta assistenza, tema sintetizzato nella domanda emersa durante l’incontro: chi assiste chi assiste?