Neuroscienze

Alle Molinette inaugurata una risonanza magnetica 3 Tesla

Il nuovo scanner accelera molte acquisizioni e sarà impiegato per analizzare disturbi neurologici

Alle Molinette inaugurata una risonanza magnetica 3 Tesla

All’ospedale Molinette di Torino è stata inaugurata una nuova risonanza magnetica da 3 Tesla, destinata sia alle attività cliniche sia agli studi neuroscientifici. L’apparecchiatura è stata presentata dall’Università di Torino e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino durante una cerimonia alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’ateneo, della sanità e della Regione Piemonte.

Lo scanner sarà utilizzato dalla Neuroradiologia della Città della Salute per la diagnostica e dal Neuroscience Institute of Turin, il Centro interdipartimentale di studi avanzati in neuroscienze dell’Università di Torino, diretto da Marco Tamietto. L’infrastruttura consentirà di osservare l’anatomia cerebrale, analizzare l’attività funzionale del cervello, ricostruire le connessioni tra le diverse aree e studiare la perfusione, cioè l’afflusso di sangue ai tessuti.

Diagnosi più rapide e attività clinica

Secondo quanto illustrato durante l’inaugurazione, le tecnologie di acquisizione e ricostruzione delle immagini, insieme a gradienti ad alte prestazioni, potranno ridurre fino al 50% i tempi di molte acquisizioni. L’obiettivo è rendere più brevi gli esami e contribuire alla riduzione delle attese per i pazienti. La macchina potrà essere impiegata nello studio di persone con malattie neurodegenerative, tra cui Alzheimer e SLA, ma anche con sclerosi multipla, epilessia, tumori cerebrali, ictus e disturbi psichiatrici.

Le immagini strutturali, funzionali e di diffusione saranno integrate con dati cognitivi, comportamentali e fisiologici. Gli studi coinvolgeranno volontari sani e pazienti, così da confrontare il funzionamento del cervello in condizioni normali con le alterazioni associate alle patologie e osservare i processi di recupero. Tra gli obiettivi indicati ci sono l’individuazione di nuovi biomarcatori e la valutazione dell’efficacia dei trattamenti, con possibili ricadute sui percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi.

Un’infrastruttura condivisa

La risonanza, di proprietà dell’Università di Torino e gestita dal Neuroscience Institute of Turin, è una Philips MR 7700. L’investimento ammonta a circa 1,6 milioni di euro, finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dalla Regione Piemonte attraverso il bando INFRA+ e le risorse del PR FESR Piemonte 2021-2027.

L’utilizzo dell’apparecchiatura sarà regolato da una programmazione condivisa tra l’ateneo e l’azienda ospedaliera, sulla base dell’accordo quinquennale sottoscritto nel marzo 2025. La dotazione rientra nel progetto SYNTHESIS, coordinato da Francesca Garbarini, che integra tecnologie di neuroimmagine, dispositivi indossabili e piattaforme per la ricerca clinica e sociale. L’accesso sarà aperto anche a ricercatori esterni e imprese, per favorire collaborazioni tra università, centri di ricerca e sistema produttivo.

Alla cerimonia hanno preso parte la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, il direttore generale della Città della Salute Livio Tranchida, l’assessore regionale all’Innovazione e alla Ricerca Matteo Marnati, il consigliere regionale Fabrizio Ricca, Marco Tamietto e Paolo Fonio, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini della Città della Salute e del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino.