Docenti in protesta

Bufera all’Università popolare di Torino sul video deepfake

Un filmato sessuale realizzato artificialmente sarebbe circolato nell’ambiente di lavoro dopo la denuncia presentata in procura

Bufera all’Università popolare di Torino sul video deepfake

È bufera all’Università popolare di Torino, la fondazione nata nell’Ottocento e con sede a Palazzo Campana. Una settantina di docenti ha disertato l’avvio tradizionale delle lezioni serali, contestando la gestione della governance e chiedendo le dimissioni della presidenza e di alcuni componenti del consiglio di amministrazione.

Alla base della protesta ci sarebbe anche un episodio denunciato da una storica docente, sul quale è stata aperta un’inchiesta della procura coordinata dalla pm Alessandra Provazza. L’esposto riguarda la presunta diffusione di un video creato con l’intelligenza artificiale: nel filmato, secondo l’ipotesi investigativa, comparirebbe una donna con il volto dell’insegnante, ricavato da una fotografia, mentre compie atti sessuali.

L’inchiesta sul filmato manipolato

Il video, sempre secondo quanto riferito nell’esposto, sarebbe stato divulgato nell’ambiente di lavoro della docente. La vicenda è stata ricondotta all’ipotesi di revenge porn, ma spetterà agli inquirenti verificare se il reato sia stato commesso, ricostruire le modalità di circolazione del contenuto e individuare eventuali responsabili. Al momento si tratta di contestazioni e ipotesi ancora oggetto di accertamento.

La denuncia è stata depositata negli stessi giorni in cui oltre metà del corpo docente aveva inviato una lettera al consiglio di amministrazione. Nel documento si parla di un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e della gestione organizzativa e didattica della fondazione, oltre che di una rottura rispetto ai valori che, secondo i firmatari, dovrebbero guidarne l’attività.

Le contestazioni alla governance

Tra le criticità indicate dai professori ci sarebbero il presunto demansionamento della direzione didattica, con la revoca dei poteri di spesa, limitazioni sull’abbigliamento e presunte azioni repressive nei confronti dei direttori di dipartimento. Nella missiva vengono inoltre denunciate il discredito delle professionalità e condotte ritenute lesive della dignità istituzionale e professionale di chi opera nella fondazione.

Il comunicato diffuso dai docenti in protesta è stato affisso alle porte e alle bacheche di Palazzo Campana. Nel testo viene indicata una profonda divergenza sui valori fondamentali dell’ente e si ricorda che, già a settembre, era stata formalizzata la richiesta di dimissioni della presidenza e di alcuni membri del consiglio di amministrazione, senza che fosse ancora arrivato un riscontro.

I promotori della protesta intendono riproporre la richiesta di dimissioni anche lunedì prossimo e stanno valutando iniziative per informare gli studenti degli oltre 130 corsi serali organizzati dall’Università popolare. Sul fronte giudiziario, invece, saranno gli accertamenti della procura a stabilire se la divulgazione del video abbia configurato un reato e quali siano le eventuali responsabilità.