Circa duecento persone hanno partecipato il 27 settembre alla manifestazione a favore della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. L’iniziativa si è svolta in piazza Palazzo di Città, a Torino, rimasta in buona parte vuota, nonostante la presenza di esponenti politici, attivisti e sostenitori dell’opera.
L’appuntamento è stato promosso da Mino Giachino per ribadire il sostegno alla Tav e prendere posizione contro gli episodi di violenza legati alle proteste No Tav. La partecipazione è risultata nettamente inferiore a quella registrata nel 2018, quando quasi 40mila persone avevano riempito piazza Castello durante una mobilitazione guidata dalle cosiddette madamine.
Il confronto con la manifestazione del 2018
Il corteo di sei anni fa era nato anche come contestazione nei confronti dell’allora sindaca di Torino, Chiara Appendino, e si era svolto in una fase in cui la realizzazione dell’infrastruttura appariva più incerta. Alla manifestazione di oggi, invece, sono sembrati mancare soprattutto i cittadini non direttamente coinvolti nel dibattito politico e amministrativo sull’opera.
Nel corso dell’iniziativa, Giachino ha dichiarato che l’obiettivo era dire no alla violenza, definita incompatibile con l’azione politica. Il promotore ha richiamato in particolare l’assalto ai cantieri della Val di Susa avvenuto lo scorso luglio e ha sottolineato che, rispetto al 2018, il contesto sarebbe cambiato. Secondo Giachino, non ci sono nemici ma avversari politici e il confronto deve svolgersi nel rispetto delle regole democratiche.
La posizione di Cirio e l’assenza del sindaco
Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha ribadito la propria contrarietà alla violenza e il sostegno alla libertà di espressione. Cirio ha sostenuto che non dovrebbe essere ancora necessario ribadire il sì alla Tav, considerando che i cantieri sono in corso, ma ha aggiunto che è importante farlo in ogni sede.
Il governatore ha inoltre affermato che una possibile vittoria del campo largo alle prossime elezioni potrebbe rimettere in discussione l’opera, definendo questa eventualità un segnale negativo per il Piemonte e per l’Italia. Cirio ha quindi sostenuto che la realizzazione della linea sia già stata legittimata dalla scelta democratica e che non debbano essere compiuti passi indietro.
Tra gli assenti più evidenti c’era il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Il primo cittadino aveva motivato il giorno precedente la decisione di non partecipare. La Lega ha chiesto che Lo Russo riferisca in Consiglio comunale sulle ragioni della sua assenza dalla manifestazione.