Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, avrebbe ammesso di aver provocato involontariamente la morte di Colapietro durante una lite avvenuta in un appartamento di via Gulli, a Torino. La ricostruzione è stata riferita dal legale del giovane, uno dei tre fermati nell’ambito dell’indagine sull’omicidio.
Secondo quanto spiegato dal difensore, la discussione sarebbe scoppiata per la sparizione di circa 50 euro. Il contesto sarebbe stato quello di un incontro caratterizzato dall’assunzione di alcol e droga. Il 26enne avrebbe raccontato che Colapietro è caduto durante la lite ed è morto, dopo che il gruppo avrebbe fatto uso di sostanze da giorni.
Il cadavere smembrato
Dopo il decesso, il corpo sarebbe stato smembrato. Su questo passaggio stanno proseguendo gli accertamenti della polizia, chiamata a ricostruire con precisione le fasi successive alla morte e il ruolo avuto dalle persone presenti nell’abitazione.
Nelle scorse ore si è svolta l’udienza di convalida dei tre fermati. Oltre a Morando, nato a Chivasso e residente a Torino, sono coinvolte la professoressa Nicole Formichetti, 47 anni, e Keith Butig, 22 anni, di origine filippina. Per le due donne si ipotizzano il favoreggiamento e il concorso nella soppressione del cadavere.
La posizione dei tre resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le dichiarazioni del 26enne, raccolte attraverso il suo legale, dovranno essere confrontate con gli altri elementi acquisiti dagli investigatori per chiarire la dinamica della morte di Colapietro e le responsabilità nella gestione del corpo.