Udienza cautelare

Ruba da un’auto e si difende: «Cercavo un posto per dormire»

Il magistrato respinge la versione del 25enne: disposto l’obbligo di dimora con restrizioni notturne in attesa del processo.

Ruba da un’auto e si difende: «Cercavo un posto per dormire»

Non ha convinto il giudice la versione fornita da un 25enne arrestato due sere fa con l’accusa di aver rubato all’interno di un’auto. Il caso è stato esaminato oggi, 18 agosto, al tribunale di Torino, dove l’uomo ha sostenuto di non aver danneggiato il veicolo e di essersi limitato a cercare una macchina aperta per trovare un posto dove dormire.

Il furto ripreso da una residente

Secondo l’accusa, il giovane avrebbe rotto il finestrino dell’auto di una donna parcheggiata in corso Principe Oddone, portando via un marsupio. Una residente del palazzo di fronte allo stallo avrebbe assistito alla scena e avrebbe chiamato il 112. La donna avrebbe inoltre filmato il 25enne mentre, dopo il presunto furto, si aggirava tra altre vetture alla ricerca di eventuali oggetti di valore.

All’arrivo dei carabinieri, il giovane si trovava ancora nelle vicinanze dell’auto danneggiata. I militari non hanno però trovato la refurtiva. L’uomo, tossicodipendente e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, ha negato ogni responsabilità durante l’udienza di convalida.

La versione dell’arrestato e la decisione del giudice

In aula il 25enne ha dichiarato di aver fumato crack quella sera e di essere alla ricerca di un’auto aperta nella quale entrare per dormire. Ha negato di aver rotto il finestrino e di aver portato via il marsupio. Una giustificazione che il giudice ha ritenuto non credibile, anche considerando il caldo torrido e il fatto che l’episodio si sarebbe verificato a poche ore dall’alba.

Il giovane ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. La proprietaria del veicolo si è detta disponibile a ritirare la denuncia, a condizione di ricevere un risarcimento di 150 euro. Al momento, però, l’imputato ha dichiarato di non avere la somma necessaria.

In attesa del processo, previsto in autunno, la procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha scelto una misura meno restrittiva: per il 25enne è stato disposto l’obbligo di dimora a Torino, accompagnato dal divieto di uscire di casa durante la sera e la notte.