Una temporanea carenza di vaccini antinfluenzali sta creando difficoltà nelle farmacie e negli studi dei medici di base di Torino. La ditta incaricata della fornitura, secondo quanto comunicato dall’Asl, è entrata in rottura di stock e non riesce più a evadere gli ordini già ricevuti. Le strutture che non avevano costituito scorte sono rimaste senza dosi, mentre altre hanno dovuto ridurre le somministrazioni.
La situazione ha coinvolto numerosi cittadini che avevano chiesto di vaccinarsi e che sono stati invitati ad attendere. Una seconda comunicazione dell’Asl ha indicato la possibilità per farmacie e medici di base di rivolgersi alla Regione Piemonte per ottenere le dosi ancora disponibili nel sistema regionale. In molti hanno quindi presentato la richiesta di rifornimento.
Le formulazioni disponibili
Il problema riguarda soprattutto chi ha meno di 50 anni. Il prodotto distribuito fino a poco tempo fa, il Flucelvax, può essere utilizzato a partire dai sei mesi di età e non prevede un limite anagrafico superiore. Le formulazioni messe a disposizione dalla Regione, invece, sono vaccini ad alto dosaggio destinati rispettivamente agli over 50 e agli over 60.
Si tratta di prodotti pensati in origine per le residenze sanitarie assistenziali e rivolti alle persone anziane, il cui sistema immunitario può rispondere in modo meno efficace alla vaccinazione. Per i cittadini sotto i 50 anni, dunque, la possibilità di immunizzarsi dipende dalla presenza di eventuali scorte residue di Flucelvax presso la farmacia o il medico di base scelto.
Le reazioni
Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte, ha assicurato che la vaccinazione in farmacia non si è fermata. La stessa federazione ha però evidenziato il rischio di una distribuzione disomogenea per le persone a rischio tra i 18 e i 49 anni, proprio a causa delle difficoltà del produttore nell’evasione degli ordini.
La Regione ha precisato di avere acquistato oltre 520mila dosi di vaccino standard e che nel sistema piemontese ne risultano ancora disponibili più di 170mila. Secondo l’amministrazione, considerando che nella fascia tra i 18 e i 49 anni la vaccinazione è rivolta ai soggetti a rischio, le scorte residue dovrebbero consentire di coprire le esigenze previste nel breve e medio periodo.
Di segno opposto la valutazione dei consiglieri regionali del Pd Nadia Conticelli e Daniele Valle, che hanno criticato la gestione della fornitura. A loro giudizio, la carenza ha costretto diversi ambulatori a modificare le agende e, in alcuni casi, a sospendere appuntamenti già fissati. Al centro della contestazione resta l’esaurimento delle scorte di Flucelvax da parte del produttore, nonostante non siano state ancora consegnate tutte le dosi acquistate.