Degrado urbano

Lo Russo: Palazzo del Lavoro deve diventare una priorità

Il primo cittadino sollecita Cassa Depositi e Prestiti a intervenire sul gigante di Italia ’61, vuoto dal 2008.

Lo Russo: Palazzo del Lavoro deve diventare una priorità

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha rivolto un nuovo richiamo a Cassa Depositi e Prestiti sul futuro del Palazzo del Lavoro, uno dei principali edifici incompiuti e degradati della città. L’appello è arrivato durante la presentazione del bilancio comunale del prossimo triennio, che prevede un aumento del 35% delle risorse destinate alle manutenzioni ordinarie.

Rispondendo a una domanda dell’Unione Industriali Giovani, Lo Russo ha sottolineato che l’edificio progettato da Pier Luigi Nervi non può continuare a deteriorarsi. Il sindaco ha chiesto a Cdp di considerare la riqualificazione una trasformazione prioritaria e ha annunciato che solleciterà un’iniziativa della società proprietaria. Palazzo del Lavoro, ha osservato, rappresenta uno degli ingressi della città e non può restare in queste condizioni, pur riconoscendo le difficoltà che possono riguardare i proprietari, siano essi Cdp o Rfi.

Un edificio vuoto dal 2008

Il cantiere del Palazzo del Lavoro fu avviato nel 1959, in vista delle celebrazioni di Italia ’61. Durante l’esposizione internazionale dedicata al lavoro, l’edificio ospitò la grande mostra dell’epoca. Negli anni successivi fu utilizzato per fiere e mostre e divenne poi sede distaccata della facoltà di Economia dell’Università di Torino.

Nel 2008, dopo un tentativo di insediamento di attività commerciali, la struttura venne abbandonata. Da allora si sono susseguiti degrado, occupazioni abusive e incendi, tra cui quello più grave registrato nell’agosto 2015. Dal 2020 la proprietà è passata a Cdp, che ha investito 2,5 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza. I lavori, però, non hanno risolto il problema complessivo dell’edificio, che resta inutilizzato e in condizioni problematiche.

I progetti rimasti senza esito

Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi per restituire una funzione al complesso: da un centro commerciale a un museo dei musei. Più recentemente, le trattative avevano coinvolto la famiglia Al-Thani e la Qatar Investment Authority, con un progetto del valore indicativo di 150 milioni di euro e una possibile conclusione entro l’estate 2026.

Il percorso, tuttavia, non ha portato finora a un accordo definitivo. Dal tavolo delle trattative è uscita anche Equiter, mentre il progetto ha progressivamente perso consistenza. A margine della conferenza, Lo Russo ha quindi ipotizzato la possibilità di intervenire con un’ordinanza sindacale, almeno per imporre nuovi lavori di messa in sicurezza. In attesa di una riqualificazione complessiva, il Comune punta così a sollecitare un intervento su un edificio vuoto da quasi vent’anni e considerato strategico per l’immagine dell’ingresso meridionale di Torino.