Nuova aggressione nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Nella giornata di mercoledì 16 settembre, un agente della polizia penitenziaria è stato preso di mira nel padiglione C da un detenuto di origine straniera. Secondo quanto riferito dal sindacato Osapp, l’uomo avrebbe incendiato una bomboletta di gas e l’avrebbe lanciata, ancora in fiamme, verso il volto dell’agente.
Il poliziotto è riuscito a schivare l’oggetto, che è tuttavia esploso a breve distanza provocandogli uno stato di stordimento. L’agente è stato successivamente accompagnato all’ospedale Maria Vittoria per ulteriori accertamenti. Per l’organizzazione sindacale si tratta della 60ª aggressione dall’inizio dell’anno ai danni del personale dell’istituto torinese.
Le criticità segnalate nel penitenziario
L’episodio si inserisce, secondo l’Osapp, in un quadro di forte tensione legato al sovraffollamento, alla carenza di organico e alle condizioni della struttura. Il segretario generale Leo Beneduci ha chiesto un intervento immediato delle autorità competenti, un’ispezione sanitaria e di sicurezza e un sopralluogo da parte dei rappresentanti politici.
Tra le situazioni denunciate dal sindacato figurano la presenza di blatte, topi, zecche e cimici, oltre a odori persistenti, fili elettrici volanti, perdite d’acqua, muffa, erbacce e cumuli di rifiuti, tra cui ferraglia arrugginita. Le segnalazioni riguarderebbero anche un vecchio autobus abbandonato tra i padiglioni C e B, nei pressi della lavanderia.
Osapp riferisce inoltre di problemi nell’ICAM, la struttura destinata alle madri detenute con i loro bambini. In questo caso sarebbero state rilevate formiche, anche nei letti dei piccoli, scarafaggi e topi presenti sia nel cortile sia nelle sezioni detentive. Si tratta di circostanze riportate dal sindacato, che chiede verifiche da parte degli uffici e degli organismi preposti.
L’appello alle istituzioni
Beneduci descrive una situazione ormai emergenziale e sostiene che la tensione all’interno dell’istituto rischi di ripercuotersi sulla sicurezza del personale. L’organizzazione ha sollecitato un’ispezione igienico-sanitaria da parte dell’Ufficio Igiene, dei Nas, del Visag e dello Spresal.
L’appello è rivolto alla politica torinese e nazionale, oltre che alle istituzioni già interessate in precedenza, tra cui il sindaco di Torino, il prefetto e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il sindacato chiede che vengano verificate direttamente le condizioni dei reparti e dei luoghi di lavoro, sostenendo che la tutela debba riguardare sia le persone detenute sia gli agenti in servizio.