La maratona di Torino resta in una fase di stallo in vista dell’edizione 2026. Le trattative per modificare la gestione della gara non hanno ancora portato a un accordo con il Comune, mentre gli organizzatori chiedono di avvicinare la manifestazione agli standard adottati in altre grandi città europee, come Parigi.
Il nodo dei tempi e della viabilità
Al centro del confronto c’è la durata dell’evento e, in particolare, la possibilità di consentire tempi più dilatati ai partecipanti più lenti. Secondo il direttore Luca Vergnano, una finestra più ampia permetterebbe di coinvolgere un numero maggiore di sportivi e di rendere la competizione accessibile anche a chi necessita di più tempo per completare il percorso.
La richiesta si scontra però con le valutazioni sulla viabilità cittadina. Le resistenze più forti arrivano dalla Polizia Locale, chiamata a gestire le conseguenze della chiusura delle strade e della deviazione del traffico durante la manifestazione. Dal Municipio viene sottolineata la complessità della rete viaria torinese, considerata un elemento decisivo nella valutazione delle autorizzazioni.
Costi e ricadute sul territorio
Organizzare la maratona comporta una spesa di almeno mezzo milione di euro all’anno. Il confronto riguarda quindi sia gli aspetti tecnici legati alla sicurezza e alla circolazione, sia le ricadute economiche e turistiche dell’evento. Un eventuale mancato allineamento ai principali appuntamenti internazionali potrebbe ridurre la capacità della gara di attrarre partecipanti da fuori città.
Al momento, tuttavia, le richieste per il 2026 non hanno ricevuto una risposta definitiva. Il Comune non ha ancora sciolto le riserve sulle autorizzazioni e il calendario della manifestazione resta legato all’esito del confronto con gli organizzatori e con gli uffici incaricati della gestione del traffico.