Formazione sanitaria

Infermieristica, a Torino candidati oltre i posti disponibili

Le triennali raccolgono 869 domande per 745 accessi, mentre i percorsi avanzati arrivano a 571 richieste.

Infermieristica, a Torino candidati oltre i posti disponibili

Per la prima volta il corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Torino registra un numero di candidature superiore ai posti disponibili. Le preiscrizioni hanno raggiunto 869 domande per 745 posti messi a bando nella laurea triennale, con un aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Il dato assume particolare rilievo in Piemonte, dove la sanità deve fare i conti da tempo con una carenza strutturale di personale infermieristico.

Più richieste anche per le specializzazioni

Negli anni precedenti i candidati alla triennale erano meno dei posti disponibili. La crescita riguarda anche i percorsi successivi alla prima laurea, ampliati dall’ateneo con nuovi indirizzi specialistici. Oltre al corso già esistente, orientato soprattutto agli aspetti manageriali della professione, sono stati attivati percorsi dedicati alle cure intensive e all’urgenza-emergenza, alle cure primarie con attenzione a famiglie e comunità e all’infermieristica pediatrica.

Quest’ultimo indirizzo, negli anni passati, era una laurea triennale. Ora è diventato un percorso specialistico accessibile dopo il conseguimento della prima laurea. Complessivamente, per i quattro corsi magistrali sono arrivate 571 domande a fronte di 120 posti disponibili. Lo scorso anno, per il solo corso magistrale tradizionale, le richieste erano state circa 250.

Le possibili ragioni dell’aumento

Secondo Valerio Dimonte, presidente del corso di laurea, l’ampliamento dell’offerta formativa ha contribuito a rendere più attrattiva la professione. «Un giovane che si iscrive sa che dopo i tre anni potrà specializzarsi nell’ambito che preferisce», spiega. Tra i fattori indicati anche la riforma del semestre aperto di Medicina, che avrebbe reso più chiaro il fatto che l’accesso non è libero, ma subordinato al superamento degli esami previsti dopo la frequenza del primo semestre.

Dimonte attribuisce un ruolo anche alle attività di promozione della professione svolte dall’Università, dalla Regione e dall’Ordine professionale, considerate efficaci. Per Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino, l’incremento è un risultato importante perché superiore alla crescita nazionale, indicata intorno al 14 per cento.

L’aumento delle candidature, tuttavia, non è sufficiente da solo a risolvere la carenza di infermieri. Bufalo sottolinea che il dato dimostra la possibilità di recuperare attrattività attraverso il lavoro sul territorio, il rapporto tra Ordine e Università, il confronto con le istituzioni e una rappresentazione della professione non limitata al contesto ospedaliero.