Motivazioni della sentenza

Ventisette anni a Zippo per l’esplosione di via Nizza a Torino

La Corte d’Assise descrive un piano mosso da risentimento: morto un 33enne, grave un dodicenne.

Ventisette anni a Zippo per l’esplosione di via Nizza a Torino

La Corte d’Assise di Torino ha condannato a 27 anni di carcere Giovanni Zippo, ex guardia giurata di Securitalia, ritenuto responsabile dell’esplosione avvenuta in una palazzina di via Nizza. La decisione, pronunciata il 16 luglio, riguarda i reati di omicidio volontario, disastro e lesioni personali. La pena è stata superiore di due anni rispetto alla richiesta della pubblica accusa. Zippo aveva reagito in lacrime alla lettura del verdetto; le motivazioni sono state depositate successivamente.

Il piano nell’appartamento

Nelle 108 pagine del provvedimento i giudici ricostruiscono quanto accaduto nell’alloggio al quinto piano dello stabile di via Nizza 389, dove viveva l’ex amante dell’imputato. La donna, nella notte del 30 giugno 2025, si trovava in vacanza all’isola d’Elba. Secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, Zippo sarebbe entrato nell’abitazione, avrebbe cosparso gli ambienti con una quantità significativa di sostanze infiammabili e avrebbe danneggiato il tubo del gas per favorire la fuoriuscita del combustibile.

L’uomo avrebbe quindi appiccato il fuoco, provocando una deflagrazione che ha squarciato gli ultimi due piani dell’edificio. Nell’esplosione è morto Jacopo Peretti, 33 anni, rimasto avvolto dalle fiamme mentre dormiva. Un bambino di dodici anni è rimasto gravemente ferito. La tragedia ha sconvolto il quartiere Lingotto e l’intera città. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura, mentre il procedimento si è sviluppato nell’arco di tredici mesi.

La valutazione dei giudici

Per la Corte, il movente dell’azione è riconducibile a gelosia e vendetta. Zippo non avrebbe accettato la nuova relazione dell’ex amante e avrebbe agito per danneggiarne l’abitazione, pur sapendo che la donna non si trovava in casa. I giudici sottolineano inoltre che l’imputato disponeva di conoscenze teoriche e pratiche maturate con un attestato di corso antincendio di terzo livello.

La sentenza evidenzia che, dopo aver innescato l’esplosione, Zippo si sarebbe allontanato senza prestare assistenza né avvertire gli altri condomini del pericolo. Sarebbe passato davanti agli appartamenti sottostanti mentre scendeva le scale, senza informare chi si trovava nell’edificio e senza attendere l’arrivo dei soccorsi. Secondo le motivazioni, avrebbe inoltre continuato a negare il proprio coinvolgimento a colleghi, amici, familiari e sanitari. Il fatto che sia rimasto ustionato viene indicato come un ulteriore elemento della sua accettazione del rischio.

I giudici definiscono la condotta spregiudicata e intrinsecamente pericolosa, sostenendo che in un ambiente chiuso non fosse possibile controllare gli effetti dell’innesco, dell’esplosione e delle fiamme. La difesa ha invece descritto Zippo come una persona mite, responsabile di un gesto folle ma privo dell’intenzione di uccidere. L’avvocato Basilio Foti sostiene che l’obiettivo fosse soltanto danneggiare l’abitazione e ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.