Mobilitazione nazionale

A Torino studenti in corteo: scuola e spese militari al centro

I manifestanti contestano le condizioni degli edifici e gli stanziamenti destinati alla difesa, dopo occupazioni e tensioni negli istituti.

A Torino studenti in corteo: scuola e spese militari al centro

Studenti di diversi istituti torinesi sono scesi in corteo a Torino nella giornata nazionale di mobilitazione denominata No Meloni Day. Al centro della protesta ci sono le condizioni degli edifici scolastici, la richiesta di maggiori risorse per l’istruzione e la contestazione delle spese militari.

Le richieste dal corteo

Durante la manifestazione, Viviana Stanciu, studentessa del liceo artistico Passoni, ha denunciato i problemi strutturali presenti nelle scuole. «Abbiamo scuole che fanno schifo, tetti che ci crollano in testa», ha affermato al microfono, sintetizzando la richiesta di interventi sugli edifici e di investimenti destinati alla sicurezza e alla qualità degli ambienti di apprendimento.

Omar Byadi, dell’istituto tecnico Ettore Majorana di Grugliasco, ha invece chiesto più finanziamenti per l’istruzione e contestato l’impiego di risorse pubbliche per le spese militari. Lo slogan scandito dai manifestanti è stato «Soldi alla scuola, non alla guerra», espressione delle priorità indicate dagli studenti durante la protesta.

Le proteste negli istituti

Il corteo è arrivato dopo giorni di occupazioni e mobilitazioni in diversi istituti torinesi. Nel contesto delle proteste, il testo ricorda anche gli assalti con danneggiamenti e gli scontri avvenuti il 15 ottobre, episodi che hanno preceduto la manifestazione del giorno successivo.

La mobilitazione si è svolta il 16 ottobre 2026 e si inserisce in una giornata nazionale di iniziative studentesche contro le politiche del governo Meloni sulla scuola e sulle spese militari. A Torino, i partecipanti hanno portato in piazza soprattutto il tema della precarietà degli edifici scolastici e della distribuzione delle risorse pubbliche.