Aiuti comunitari

Mini Tav di Torino, la ferrovia dei tir è ferma dal 2023

Dieci milioni già autorizzati da Bruxelles, ma il collegamento resta inattivo e 19 addetti sono in cassa integrazione.

Mini Tav di Torino, la ferrovia dei tir è ferma dal 2023

La Mini Tav di Torino, il collegamento ferroviario destinato al trasporto dei tir, è ferma dal 2023. Nonostante l’autorizzazione da parte di Bruxelles di 10 milioni di euro di aiuti, il servizio non è ancora ripartito e l’infrastruttura resta inutilizzata.

Il nodo del decreto

Alla base dello stallo ci sarebbe l’assenza di un decreto necessario per consentire la ripresa dell’attività. Il provvedimento, indicato come il passaggio mancante, non è ancora arrivato e mantiene il collegamento al palo.

La vicenda riguarda il servizio ferroviario per il trasferimento dei mezzi pesanti, pensato per spostare i camion dalla strada alla rotaia. Il sostegno economico europeo, già autorizzato, non è quindi bastato a sbloccare l’operazione, che attende ancora il completamento dell’iter amministrativo.

Lavoratori in cassa integrazione

Lo stop ha conseguenze anche sul piano occupazionale: 19 lavoratori risultano infatti in cassa integrazione. Per loro, come per il futuro del servizio, la ripartenza resta legata all’adozione del decreto richiesto.

Il caso della Mini Tav si inserisce nel quadro delle difficoltà che accompagnano l’avvio del collegamento nel territorio torinese. A tre anni dall’interruzione, il progetto dispone delle risorse autorizzate dall’Unione europea, ma continua a non essere operativo in attesa del provvedimento.