Giovanni Boggero, professore associato di Diritto costituzionale, ha deciso di svolgere le proprie lezioni a distanza dopo l’occupazione del Campus Einaudi di Torino. La scelta, ha spiegato, è stata adottata per consentire la partecipazione agli studenti che non condividono le ragioni della protesta e che non riescono ad accedere alle aule.
Il docente ha raccontato di aver tentato di entrare nella struttura per tenere lezione, ma di essere stato fermato. Di fronte alla situazione, ha fatto ricorso alla didattica a distanza, nonostante il dipartimento gli avesse intimato di non assumere iniziative individuali. Boggero sostiene di aver agito per tutelare la propria libertà accademica e quella degli studenti.
La contestazione sulla gestione dell’ateneo
Secondo il professore, la gestione dell’occupazione da parte dell’università sarebbe stata caratterizzata da indicazioni poco chiare e da una comunicazione disordinata. A suo giudizio, non sarebbero stati utilizzati i canali ufficiali normalmente previsti in caso di sospensione straordinaria delle attività didattiche.
Boggero ha richiamato una comunicazione firmata dal vice rettore Milani, arrivata circa 24 ore dopo l’inizio dell’occupazione, nella quale si indicava che la Dad non doveva essere utilizzata come strumento sostitutivo sistematico delle lezioni sospese. Il docente interpreta quella formulazione come un divieto limitato all’uso generalizzato della modalità online e ritiene quindi di non aver violato le indicazioni ricevute.
La sua contrarietà non riguarda, ha precisato, il diritto degli studenti e degli altri componenti della comunità universitaria a esprimere le proprie posizioni. Boggero si dice favorevole al confronto sulle questioni che interessano l’ateneo, ma considera sbagliata l’imposizione di una parte della comunità ai danni di un’altra. Al centro della sua posizione c’è la tutela della libertà accademica e della possibilità di frequentare le lezioni anche per chi non aderisce alla protesta.
Le accuse agli organi universitari
Il professore ha inoltre sostenuto che alcuni organi dell’università starebbero favorendo l’occupazione. Pur distinguendo la responsabilità della rettrice dalle decisioni operative, ha rivolto le proprie critiche soprattutto alla direzione del Campus Einaudi, attribuendole una posizione solidale nei confronti delle richieste degli occupanti.
Tra gli aspetti contestati c’è anche la gestione degli spazi. Boggero ha ricordato che il campus, inaugurato da circa 14-15 anni e composto da più edifici, non era mai stato occupato in precedenza. A suo giudizio, le caratteristiche della struttura renderebbero complesso sia occuparla sia garantirne il presidio, motivo per cui considera significativa la possibilità concessa agli studenti di insediarsi all’interno del complesso.
Il docente ha comunque riconosciuto che alcune richieste degli studenti, come maggiori borse di studio e più risorse ministeriali per l’università, sono difficili da contestare nel merito. La sua critica riguarda invece il metodo: l’occupazione, secondo Boggero, viene utilizzata per imporre un’agenda politica e rischia per questo di risultare controproducente, senza produrre risultati concreti.