Stefano Lo Russo si rivolge alle studentesse e agli studenti di Torino dopo gli episodi di violenza e i danneggiamenti registrati nelle scuole cittadine durante la mobilitazione. Il sindaco riconosce il diritto dei giovani a protestare e a chiedere ascolto, ma invita a isolare chi ricorre alla violenza.
La condanna dei danneggiamenti
Nel suo appello, Lo Russo prende di mira le persone che entrano negli istituti con il volto coperto e provocano danni agli ambienti scolastici. Computer distrutti e aule devastate, sottolinea il primo cittadino, finiscono per danneggiare soprattutto gli stessi studenti che partecipano alla protesta.
«Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi», afferma il sindaco, secondo il quale le immagini degli scontri rischiano di oscurare le ragioni della mobilitazione. Il confronto pubblico, nella sua ricostruzione, viene così spostato dai problemi denunciati dagli studenti agli episodi di violenza avvenuti negli istituti.
L’invito a prendere le distanze
Da qui la richiesta rivolta ai manifestanti di non sostenere chi danneggia le scuole e di prendere le distanze dai comportamenti violenti. «La scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele», è il messaggio conclusivo del sindaco, che distingue il diritto alla contestazione dalle azioni di chi provoca devastazioni.
L’intervento si inserisce nel quadro della mobilitazione studentesca organizzata a Torino il 16 ottobre 2026, con cortei e proteste contro le politiche del governo sulla scuola e l’aumento delle spese militari. Il sindaco ha scelto di rivolgersi direttamente agli studenti per chiedere che le ragioni della protesta non vengano compromesse dagli episodi di teppismo.