Memoria granata

Il Torino ricorda Gigi Meroni a 59 anni dalla morte

Cerimonia al cippo di corso Re Umberto con ex calciatori, amministratori, dirigenti e sacerdote

Il Torino ricorda Gigi Meroni a 59 anni dalla morte

Una cerimonia raccolta, ma partecipata, ha ricordato Gigi Meroni nel luogo in cui la Farfalla granata perse la vita, 59 anni fa, in un tragico incidente automobilistico. In corso Re Umberto, a Torino, il cippo dedicato all’ex calciatore continua a essere una meta per i tifosi e per quanti ne conservano la memoria.

All’iniziativa hanno partecipato la città di Torino e il Torino, insieme a circa cinquanta persone. Tra i presenti anche gli ex calciatori Claudio Sala, Renato Zaccarelli e Giuseppe Pallavicini, protagonisti dell’ultimo scudetto granata conquistato cinquant’anni fa. Il ricordo è stato affidato all’assessore Mimmo Carretta e al dirigente del Torino Alberto Barile.

Il ricordo della società

Al termine degli interventi, don Gian Luca Carrega ha impartito la benedizione. Meroni, morto a 27 anni, era arrivato al Torino nel 1964 e aveva conquistato rapidamente i tifosi con il suo modo di giocare, fatto di fantasia, tecnica e imprevedibilità.

La sua personalità, però, andava oltre il campo. Il Torino lo ricorda come un artista capace di disegnare dribbling e di confezionare i propri abiti. Nella mansarda di piazza Vittorio, a Torino, leggeva, ascoltava i Beatles e la musica jazz e si dedicava alla pittura. La società lo descrive come un personaggio autentico, un calciatore unico e una figura dotata di una forte umanità.

Le altre iniziative

Il legame tra Meroni e la comunità granata resta vivo anche attraverso altre iniziative. Tra queste figura la trasmissione radiofonica di Massimo Paravani su Radio GP Magazine, Il mondo ha la forma di un pallone – storie di campioni che sono diventati LEGGENDE, in onda oggi e per tutta la settimana.

Secondo l’autore, la vicenda di Meroni racconta talento, amore, libertà e malinconia e appartiene alla storia del calcio italiano, oltre che a quella del Torino. Il ricordo della cerimonia ha così riunito società, istituzioni, ex giocatori e tifosi attorno alla figura di un campione ancora profondamente presente nella memoria granata.