Retroscena istituzionale

La doppia locandina divide la polizia sul corso con Vannacci

L’appuntamento del 18 settembre 2026 era stato pensato per l’aggiornamento professionale degli agenti.

La doppia locandina divide la polizia sul corso con Vannacci

Una doppia locandina ha acceso il caso intorno al corso di formazione destinato agli appartenenti alla polizia e previsto per il 18 settembre 2026. L’iniziativa, organizzata come attività di aggiornamento professionale, prevede la partecipazione dell’ex generale Vannacci, oggi indicato come leader di Futuro Nazionale.

La vicenda riguarda in particolare il ruolo del questore di Torino, Gambino, il cui nome sarebbe comparso nel programma dell’appuntamento. Secondo il retroscena riportato, il dirigente avrebbe deciso in anticipo di non partecipare al corso, ma la scelta sarebbe diventata pubblica dopo la diffusione di un documento rivelatosi non corretto.

Il documento condiviso dalla questura

Il passaggio decisivo sarebbe stato la pubblicazione, da parte della stessa questura, di un manifesto che annunciava i saluti del questore davanti a Vannacci. La locandina, allegata per errore, avrebbe quindi rappresentato Gambino come presente all’iniziativa, alimentando le reazioni e facendo apparire il suo coinvolgimento diverso da quello effettivo.

Persone vicine al questore sostengono che, se fosse stato utilizzato il volantino corretto, il caso non sarebbe esploso. Le stesse fonti riferiscono che Gambino avrebbe chiesto di modificare il materiale prima della sua condivisione, proprio per evitare che il suo nome venisse associato a un saluto istituzionale durante l’incontro con il leader politico.

Un corso autorizzato come aggiornamento

L’evento era stato autorizzato formalmente come iniziativa di formazione professionale. Nel testo disponibile non vengono indicati ulteriori dettagli sulle modalità del corso, né viene precisato quale sarà l’assetto definitivo dell’appuntamento dopo la diffusione della prima locandina. Il punto centrale della controversia resta dunque la gestione della comunicazione interna e il documento pubblicato dalla questura.

Il caso ha coinvolto il questore di Torino non per un provvedimento giudiziario o disciplinare, ma per la discrepanza tra i due materiali organizzativi. La ricostruzione attribuisce a Gambino la volontà di non prendere parte all’iniziativa già prima della diffusione del manifesto, mentre l’errore nell’allegato avrebbe trasformato una scelta organizzativa in un caso pubblico.

Resta da chiarire quale documento verrà utilizzato per comunicare l’incontro del 18 settembre e se il programma subirà modifiche. Le informazioni disponibili si fermano al retroscena sulla locandina e alla decisione anticipata del questore di disertare il corso.