Dopo la segnalazione di un lettore, la Cgil di Torino ha fornito chiarimenti sul lavoro svolto da un operaio nella sede di via Pedrotti. In un’immagine l’uomo appariva impegnato sulla copertura dell’edificio senza casco e senza protezioni visibili, circostanza che aveva sollevato dubbi sulle condizioni di sicurezza dell’intervento.
La spiegazione del sindacato
La Cgil precisa innanzitutto che l’area interessata non era un tetto, ma una terrazza. Secondo quanto spiegato dal sindacato, l’operaio stava lavorando in trattenuta, cioè utilizzando dispositivi di sicurezza collegati in modo da impedire fisicamente la caduta e il cosiddetto rischio di pendolamento.
La replica riguarda anche l’assenza del casco, elemento evidenziato nella segnalazione. Il sindacato sostiene che nella zona in cui si trovava il lavoratore non vi fosse un rischio di caduta di materiali dall’alto e che, per questa ragione, non fosse necessario indossare quel dispositivo durante l’attività documentata.
Il richiamo alla sicurezza sul lavoro
Nel motivare la propria posizione, la Cgil sottolinea il proprio impegno quotidiano sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, comprese aziende e cantieri. Il sindacato afferma quindi di prestare particolare attenzione anche agli interventi eseguiti nelle proprie sedi, ribadendo che la tutela dei lavoratori rappresenta una priorità.
La vicenda resta dunque legata alla diversa lettura delle immagini: da una parte la segnalazione di un operaio apparentemente privo di protezioni, dall’altra la precisazione della Cgil sulle caratteristiche dell’area e sui sistemi anticaduta utilizzati. Il chiarimento è stato diffuso il 24 settembre 2026 in relazione ai lavori nella sede torinese di via Pedrotti.