Verdetto giudiziario

Il Comune di Torino condannato per le rette di Silvia

La Corte ha respinto l’impugnazione dell’amministrazione. Rosatelli chiede risorse, Marrone critica il ricorso nel caso di una persona fragile.

Il Comune di Torino condannato per le rette di Silvia

Il Comune di Torino dovrà pagare le rette della comunità per disabili che riguardano Silvia, dopo che la Corte d’Appello ha respinto il ricorso presentato dall’amministrazione. La decisione conferma l’obbligo di sostenere i costi dell’accoglienza, al centro di una controversia giudiziaria seguita nel capoluogo piemontese.

Il ricorso respinto in appello

La pronuncia ha bocciato l’impugnazione del Comune, chiamato a farsi carico delle rette relative alla permanenza di Silvia nella comunità per persone con disabilità. Dal testo disponibile non emergono ulteriori dettagli sulle motivazioni della sentenza né sull’ammontare complessivo delle somme dovute.

Il caso è stato richiamato dall’assessore Jacopo Rosatelli, che ha sottolineato la necessità di disporre di maggiori risorse per affrontare situazioni di questo tipo. La vicenda riguarda una persona con disabilità grave e, secondo quanto riportato, con Isee pari a zero, elemento che ha avuto un ruolo nella discussione sulla presa in carico e sul pagamento delle rette.

Le reazioni politiche

Critica la posizione dell’amministrazione la consigliera regionale Marrone, che ha contestato il fatto che Silvia sia stata trascinata in appello nonostante la sua condizione di grave disabilità. Il confronto politico si concentra quindi sia sulle responsabilità economiche del Comune sia sulle modalità con cui vengono gestiti i percorsi di assistenza.

La sentenza della Corte d’Appello chiude, almeno sul piano del ricorso esaminato, il passaggio giudiziario citato nell’articolo e stabilisce che l’ente dovrà sostenere le spese indicate. Restano al centro del dibattito le risorse destinate ai servizi per le persone disabili e il rapporto tra amministrazioni pubbliche, famiglie e strutture di accoglienza.