Biodiversità urbana

Il caldo porta parassiti attivi anche d’inverno

Temperature più miti riducono le giornate di gelo e ampliano gli ambienti favorevoli alle zecche.

Il caldo porta parassiti attivi anche d’inverno

Le temperature più alte stanno modificando la presenza e la diffusione dei parassiti sul territorio piemontese. Zecche in quota anche durante l’inverno e focolai nelle aree urbane sono tra i segnali osservati dagli esperti, che segnalano una proliferazione non più limitata ai mesi compresi tra maggio e ottobre.

Il fenomeno interessa Torino e la prima cintura, dove le cosiddette bolle di calore possono creare condizioni favorevoli alla sopravvivenza e alla diffusione di organismi che in passato trovavano ambienti meno adatti. La riduzione delle giornate di gelo mantiene più a lungo attivi habitat un tempo considerati inaccessibili o poco favorevoli.

Il gelo arretra in Piemonte

Il cambiamento non riguarda soltanto i picchi o i record di temperatura. Secondo gli esperti, l’incremento termico è diventato una costante distribuita lungo l’intero anno, con effetti particolarmente evidenti durante la stagione fredda. In Piemonte, le giornate di gelo sono passate da 79 a 26, modificando il quadro climatico nel quale si sviluppano vecchi e nuovi parassiti.

La diminuzione del freddo prolungato consente infatti a questi organismi di trovare condizioni favorevoli anche fuori dal tradizionale periodo di maggiore attività. Per questo, la loro presenza può essere riscontrata in contesti e stagioni diversi rispetto al passato, compresi gli spazi urbani e le zone situate a quote più elevate.

Una minaccia per la biodiversità

La diffusione dei parassiti è indicata come una delle conseguenze della crisi climatica sul delicato equilibrio degli ecosistemi torinesi. L’aumento delle temperature e la trasformazione degli ambienti possono favorire una proliferazione incontrollata, con possibili ricadute sulla biodiversità e sui rapporti tra le diverse specie.

Il quadro descritto dagli esperti non si concentra dunque su un singolo episodio, ma su una tendenza che prosegue nel tempo. Le aree urbane, insieme ai territori della prima cintura e agli ambienti montani, diventano parte di uno scenario nel quale la presenza dei parassiti richiede attenzione durante tutto l’anno, non soltanto nel periodo tradizionalmente considerato più esposto.