Il Tribunale di Torino ha riconosciuto a un rider il diritto a essere inquadrato come dipendente di Glovo, multinazionale attiva nelle consegne a domicilio. La decisione stabilisce inoltre che anche il tempo trascorso in attesa di ricevere gli ordini deve essere considerato ai fini della retribuzione.
Il riconoscimento del rapporto
Il provvedimento riguarda il rapporto tra il lavoratore e la piattaforma di delivery. Secondo quanto riportato, il giudice ha riconosciuto il diritto del rider all’inquadramento come dipendente, superando quindi la qualificazione del rapporto come semplice collaborazione legata alle singole consegne.
La pronuncia individua anche le ore che devono essere pagate. Tra queste rientrano i periodi di attesa dell’ordine, nei quali il rider resta a disposizione della piattaforma pur non effettuando materialmente una consegna.
La decisione del tribunale
Il caso è stato esaminato dalla sezione giudiziaria torinese competente. Il testo disponibile non indica il nome del lavoratore né fornisce ulteriori dettagli sull’iter processuale, sull’eventuale quantificazione delle somme dovute o sulle motivazioni complete del provvedimento.
Il punto centrale della decisione è dunque il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente e della necessità di retribuire anche il tempo di attesa collegato all’attività svolta per Glovo. La notizia è stata pubblicata il 10 settembre 2026, con aggiornamento alle 12.07.