Ordine pubblico

A Torino, movida vietata per tre anni ai quattro arrestati

Il questore ha disposto il Dacur nelle zone Quadrilatero, Borgo Valdocco e Aurora dopo gli episodi di settembre.

A Torino, movida vietata per tre anni ai quattro arrestati

Per i quattro giovani arrestati tra il 5 e il 6 settembre dopo una rissa in piazza della Repubblica arriva il divieto di accesso alle principali aree della movida torinese. Il questore di Torino Massimo Gambino ha emesso nei loro confronti un Dacur, il provvedimento che impedisce di entrare nei pubblici esercizi o nei locali di intrattenimento e di stazionare nelle immediate vicinanze.

La misura avrà una durata di tre anni e riguarda tre zone della città: il Quadrilatero, Borgo Valdocco e il quartiere Aurora. Secondo la questura, il comportamento dei giovani avrebbe rappresentato un grave pericolo per la sicurezza e la tranquillità pubblica, anche perché la lite si è svolta in orario notturno, nei pressi di esercizi pubblici e con un rischio concreto per passanti e clienti dei locali.

La rissa tra le piazze

I quattro hanno un’età compresa tra 18 e 30 anni: due sono italiani e due sono di origine marocchina. A loro vengono contestati, a vario titolo, i reati di rissa aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e lesioni personali. La vicenda, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe iniziata con una discussione legata a una ragazza, proseguita con insulti e minacce e poi degenerata in una colluttazione.

Durante lo scontro sarebbero stati utilizzati schiaffi, calci e pugni. Alcuni partecipanti avrebbero raccolto bottiglie di vetro dai cestini stradali per lanciarle contro gli avversari, mentre un giovane nordafricano avrebbe estratto dalla tasca uno spray al peperoncino e lo avrebbe spruzzato contro un’altra persona. La lite si è poi spostata dalla piazza della Repubblica alla vicina piazza Emanuele Filiberto.

L’intervento dei finanzieri

Nella zona si trovavano anche due agenti della guardia di finanza, fuori servizio, che sono intervenuti per tentare di fermare la rissa. Dopo aver mostrato i tesserini di ordinanza, sarebbero stati aggrediti dai due italiani poi arrestati. Mentre i finanzieri lanciavano l’allarme e attendevano i rinforzi, il gruppo avrebbe continuato lo scontro nella piazza vicina.

Uno dei partecipanti avrebbe impugnato anche un lungo bastone di legno, abbandonato quando sono arrivati i poliziotti in divisa. Gli agenti hanno quindi proceduto agli arresti e accompagnato i fermati nelle camere di sicurezza. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario.

Durante l’udienza del 7 settembre, i quattro arrestati hanno fornito la propria versione dei fatti. I familiari dei due italiani hanno assistito all’udienza e la madre di uno di loro ha recitato un rosario in tribunale, preoccupata per la possibile custodia cautelare. La procura aveva chiesto il carcere per tutti, ma la giudice ha disposto per gli imputati l’obbligo di firma tre volte alla settimana. Il processo sarà celebrato nelle prossime settimane.