Non è soltanto il valore raggiunto dalla colonnina di mercurio a descrivere l’emergenza climatica, ma soprattutto la durata della situazione. A Torino, dal 15 maggio al 10 agosto 2026, si sono contati 63 giorni caratterizzati da un’ondata di calore. In 32 di questi, circa un mese, il disagio bioclimatico ha raggiunto il livello massimo, indicato con il bollino rosso.
I dati delineano un quadro segnato da temperature elevate e da pause molto brevi tra una fase e l’altra. Secondo le rilevazioni messe a punto da Arpa Piemonte, la prima ondata è iniziata il 20 maggio e, fino al 10 agosto, si sono registrate 28 notti tropicali, con valori minimi superiori ai 20 °C. Si tratta di circa il 34% delle nottate considerate.
Giornate e notti sopra le medie
Ancora più numerose sono state le giornate tropicali: 55 su 82, quindi più della metà del periodo osservato, hanno raggiunto o superato i 30 °C. L’assenza di una significativa escursione termica ha mantenuto condizioni di disagio anche durante le ore notturne, quando le temperature avrebbero dovuto scendere in modo più consistente.
In questo contesto si inseriscono anche alcuni valori eccezionali. Il 6 agosto, alla stazione di Arpa Piemonte in via della Consolata, la temperatura minima è stata di 27 °C, il dato più alto mai registrato in quel punto dal 1787. Un valore record è stato rilevato anche ai Giardini Reali, dove il 3 agosto la minima ha raggiunto 24,4 °C.
Gli effetti della prolungata fase calda riguardano non soltanto la popolazione, ma anche l’ambiente urbano e naturale. La siccità mette sotto pressione il Po, mentre le aree boschive restano esposte al rischio di incendi. Le superfici cementificate delle città, inoltre, contribuiscono a conservare il calore e a rendere più difficili il raffreddamento serale e il recupero durante la notte.
Le previsioni fino a Ferragosto
Il quadro trova riscontro anche nelle analisi del programma europeo Copernicus, secondo cui il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale. Le previsioni indicano il persistere di condizioni molto calde in Piemonte e nell’area torinese almeno fino al weekend di Ferragosto.
Per il 17 agosto è possibile un lieve miglioramento, con una moderata diminuzione dei valori. Prima di allora sono attesi anche fenomeni di instabilità, come i temporali di calore previsti per l’11 agosto. Nubifragi e forti raffiche di vento potrebbero creare disagi, ma non sono previsti effetti rilevanti sul quadro termico complessivo.