Dopo 27 anni dall’ultima grande eclissi osservabile dall’Europa, il cielo tornerà a offrire uno spettacolo astronomico significativo. Il fenomeno è previsto per mercoledì 12 agosto 2026 e sarà visibile anche in Italia, sebbene non nella sua totalità. In Piemonte le condizioni saranno tra le più favorevoli del Paese, con una copertura del Sole che raggiungerà il 94 per cento in provincia di Cuneo e il 93,34 per cento a Torino.
Gli orari della copertura
Nel capoluogo piemontese l’eclissi dovrebbe iniziare tra le 19.20 e le 19.30, quando il Sole sarà vicino all’orizzonte. Il momento di massima copertura è atteso tra le 20.20 e le 20.30. La durata complessiva sarà di circa un’ora e il fenomeno coinciderà con il tramonto, rendendo necessario scegliere un punto con una visuale libera verso l’orizzonte.
La visibilità potrà dipendere anche dalle condizioni meteorologiche e dalla conformazione del territorio. Le aree vicine alle Alpi potrebbero infatti vedere il Sole tramontare prima del raggiungimento del picco, con il rischio di perdere la fase più avanzata dell’eclissi. Per questo è consigliabile arrivare con anticipo e individuare uno spazio aperto.
Dove osservare il fenomeno
Tra i luoghi indicati nell’area torinese figurano il Colle della Maddalena, Parco Europa, la Basilica di Superga e il Monte dei Cappuccini. Altri punti di osservazione sono il parco della Pellerina, la Mandria, la Sacra di San Michele e le Langhe del Cuneese. La scelta dovrebbe privilegiare pianure, colline e spazi con un orizzonte ampio, sempre tenendo conto dell’eventuale presenza di ostacoli naturali.
La sicurezza resta l’aspetto principale dell’osservazione. Il Sole non deve essere guardato direttamente né a occhio nudo né attraverso normali occhiali da sole o strumenti improvvisati, come le pellicole fotografiche. Sono invece necessari occhiali certificati, filtri solari per telescopi o altri dispositivi progettati appositamente per questo uso.
Il Ministero della Salute ha diffuso indicazioni pratiche per evitare danni alla vista, che possono essere anche permanenti e manifestarsi a distanza di ore o giorni. La raccomandazione è quindi di utilizzare esclusivamente sistemi di protezione certificati e di interrompere l’osservazione in caso di dubbi sull’adeguatezza dell’attrezzatura.