Economia locale

Pinerolese, servizi e turismo crescono ma le imprese diminuiscono

Rapporto: classe imprenditoriale anziana, mercato del lavoro più fragile

Pinerolese, servizi e turismo crescono ma le imprese diminuiscono

Il Pinerolese attraversa una fase di trasformazione economica: arretrano agricoltura, commercio, industria e costruzioni, mentre aumentano i servizi e il turismo. Il mercato del lavoro conserva un saldo positivo, ma cresce il numero delle persone che entrano o rientrano nella disoccupazione. È quanto emerge dal sesto rapporto Ripartiamo Insieme, presentato a Pinerolo il 5 novembre dall’Osservatorio permanente sul Pinerolese insieme alla Camera di commercio di Torino e all’Agenzia Piemonte Lavoro.

Imprese in calo e struttura più anziana

Nel 2025 il territorio conta 16.946 localizzazioni e 41.855 addetti. Il tasso di crescita imprenditoriale è però negativo, pari allo 0,22 per cento, e prosegue la riduzione delle sedi d’impresa. Nello stesso periodo aumentano le unità locali, mentre si rafforzano le società più strutturate. Tra gli elementi evidenziati dall’analisi figura anche l’invecchiamento della classe imprenditoriale, un fenomeno che accompagna la contrazione delle attività nei settori tradizionali.

La crescita più evidente riguarda i servizi. Quelli rivolti alle imprese sono diventati il primo comparto per numero di sedi, con il 19,3 per cento del totale, superando il commercio, fermo al 19,2 per cento. Rispetto al 2024, il settore registra un incremento dell’1,9 per cento. Anche i servizi alla persona risultano in aumento, con una crescita dello 0,6 per cento.

Turismo in espansione, lavoro più instabile

Il turismo rappresenta una componente sempre più rilevante dell’economia del Pinerolese. La filiera allargata, che comprende ricettività, ristorazione, agenzie di viaggio, attività outdoor, montagna, attrattori culturali e tempo libero, riunisce 1.551 localizzazioni, pari al 9,2 per cento del totale. Rispetto al 2015 il comparto è cresciuto del 9 per cento, sostenuto soprattutto dalle attività legate alla montagna, all’outdoor e agli attrattori culturali. Nel decennio, la sola area della ricettività e della ristorazione ha registrato un aumento del 5,6 per cento.

Sul fronte occupazionale, nel 2025 si sono contate 17.742 attivazioni e 17.556 cessazioni, con un saldo positivo di 186 rapporti di lavoro. Nei primi sei mesi del 2026 il saldo è salito a +616. Parallelamente, però, è aumentato del 20,8 per cento il numero delle persone entrate o rientrate nella disoccupazione, con una crescita ancora più marcata tra le donne, pari al 21,6 per cento. Il quadro delineato dal rapporto combina quindi l’espansione dei servizi e del turismo con la riduzione delle imprese nei comparti tradizionali e nuove fragilità nel mercato del lavoro.