Danza contemporanea

Viola Scaglione debutta a Moncalieri con Secondo quarto di luna

Il solo prende forma dal ricordo del padre e dal lavoro condiviso con una squadra di artiste

Viola Scaglione debutta a Moncalieri con Secondo quarto di luna

È in programma alle 19.30 di venerdì 18 settembre e sabato 19 settembre 2026, alle Fonderie Limone di Moncalieri, la prima nazionale di Secondo quarto di luna, il nuovo solo di e con Viola Scaglione, danzatrice e direttrice artistica del Balletto Teatro di Torino. Lo spettacolo è inserito nel programma di Torinodanza Festival.

Il lavoro si sviluppa tra luce e ombra, presenza e assenza, paura e coraggio. Al centro c'è la trasformazione, intesa come un passaggio continuo e mai definitivo. La scena è descritta come uno spazio in penombra, attraversato dalla luce lunare, dove la sensibilità diventa forza e la malinconia si trasforma in determinazione. Il desiderio di essere vista e di mostrarsi autentica emerge come uno dei temi principali del percorso.

Il ricordo del padre

Il titolo richiama una fase della luna e, secondo Scaglione, suggerisce un movimento più che una forma compiuta. L'immagine è legata a un ricordo d'infanzia: la danzatrice racconta di essere stata sul terrazzo della casa al mare, in braccio al padre Massimo Scaglione, regista scomparso nel 2015, mentre osservava il riflesso della luna sul mare. Da bambina chiamava quell'astro "luni". Oggi quell'immagine diventa un modo per continuare a condividere con il padre qualcosa di intimo e invisibile.

Il solo non viene presentato come una dedica esplicita, ma la presenza del padre attraversa il lavoro e il modo in cui l'artista guarda alla creatività. Scaglione ricorda anche il percorso professionale di Massimo Scaglione, impegnato in teatro, radio e varietà, e racconta di averne riscoperto la capacità di occuparsi di ambiti diversi. Dalla madre, la danzatrice Loredana Furno, dice invece di avere ereditato soprattutto la presenza scenica e l'energia sul palco.

Una costellazione di artiste

La costruzione dello spettacolo è avvenuta con il contributo di Doriana Crema, Marta Ciappina e Silvia Gribaudi. La scelta di lavorare con una squadra composta da donne nasce dall'esigenza di non affrontare da sola un percorso definito complesso e personale. Scaglione parla di una costellazione capace di unire punti diversi e di aiutare a riconoscere le molte facce del progetto.

Il debutto avviene a Torino, città con cui l'artista ha un legame diretto e nella quale il Balletto Teatro di Torino collabora con diverse realtà, tra cui Interplay e il Festival delle Colline. Per Scaglione si tratta di un passaggio importante e impegnativo, sostenuto dal rapporto con il pubblico e dal lavoro costruito nel tempo nel territorio. La danza, conclude, è un linguaggio universale e un modo per mantenere aperto lo sguardo e il rapporto con gli altri.