Verifiche giudiziarie

Paziente muore dopo la caduta dal quarto piano dell’ospedale

Il 65enne, affetto da un tumore avanzato, era in attesa del trasferimento in hospice per le cure di fine vita.

Paziente muore dopo la caduta dal quarto piano dell’ospedale

Un uomo di 65 anni, Ech Chamali Elarbi, è morto dopo essere precipitato da una finestra del quarto piano dell’ospedale Maria Vittoria di Torino. Il paziente era ricoverato da alcuni giorni nella struttura e la caduta si è verificata nella notte di mercoledì. Le circostanze dell’accaduto non sono ancora state chiarite e sono in corso accertamenti.

A riferire i primi elementi sulla vicenda è l’avvocato Raffaele Folino, del foro di Torino, che assiste la moglie del deceduto. Secondo quanto spiegato dal legale, l’uomo si era sentito male nella propria abitazione ed era stato accompagnato al pronto soccorso del Maria Vittoria. Dopo la valutazione sanitaria era stato ricoverato.

La caduta e i primi accertamenti

Nella notte, sempre secondo la ricostruzione fornita dall’avvocato, il paziente avrebbe manifestato uno stato di alterazione. Dopo la somministrazione di calmanti, si sarebbe comunque alzato da solo, arrivando fino alla finestra dalla quale è poi precipitato. Non è ancora chiaro in quale modo sia avvenuta la caduta né se qualcuno abbia assistito alla scena o sia intervenuto tempestivamente.

La comunicazione del decesso ai familiari è avvenuta alle 5.30 del mattino. «Dai primi riscontri pare nessuno sia intervenuto», ha riferito il legale. L’episodio è ora al vaglio della Procura: il pubblico ministero, la dottoressa Longo, coordina gli accertamenti. È stata disposta una ispezione cadaverica e l’autorità giudiziaria ha concesso il nulla osta per i funerali, che saranno celebrati in Marocco.

La posizione dell’Asl

In una nota, l’Asl Città di Torino ha espresso «profondo cordoglio e la più sentita vicinanza ai familiari del paziente». L’Azienda ha precisato che si trattava di un cittadino marocchino di 65 anni, affetto da una patologia oncologica in fase terminale e ricoverato in attesa del trasferimento in hospice per le cure di fine vita.

Secondo gli elementi attualmente disponibili all’Asl, l’evento sarebbe riconducibile a un gesto volontario del paziente. L’Azienda ha aggiunto che non emergerebbero profili di responsabilità riferibili al proprio operato o a quello del personale sanitario, che avrebbe prestato assistenza immediata. La stessa Asl ha infine comunicato di collaborare con la Procura e con le autorità competenti per consentire il completamento di tutti gli accertamenti.