Scontro politico

Zangrillo attacca il Pd: «Escluso dalla Festa dell’Unità»

Esponente governativo contesta l’assenza d’invito dopo le tensioni dello scorso anno e interviene anche sul futuro candidato alle Comunali

Zangrillo attacca il Pd: «Escluso dalla Festa dell’Unità»

Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, esponente di Forza Italia, torna a criticare il Partito democratico per il mancato invito alla prossima Festa dell’Unità. La manifestazione è in programma dal 3 al 14 settembre al parco Ruffini e, secondo quanto riferito, non vedrà la partecipazione di esponenti del centrodestra.

«Sarei tornato, io non temo il dialogo. E ho anche molta pazienza», ha dichiarato Zangrillo commentando la decisione dei dem. Il ministro ha inoltre respinto la ricostruzione del segretario metropolitano del Pd, Marcello Mazzù, sulle tensioni avvenute durante l’edizione dello scorso anno. «Gli incivili sono stati i loro», ha sostenuto, riaccendendo una polemica che coinvolge il partito torinese e il rappresentante del governo.

Il precedente sullo Ius Scholae

Dodici mesi fa, durante un dibattito sullo Ius Scholae, il confronto tra Zangrillo e alcuni militanti del Pd era degenerato in uno scontro verbale dal palco. Mazzù ha richiamato quell’episodio per motivare la scelta di limitare gli inviti alla prossima festa. «Il tentativo dello scorso anno, quando pensavamo di poter dialogare civilmente col ministro su un tema che si credeva comune, è finito in provocazioni», ha affermato il segretario metropolitano.

Il ministro ha contestato anche questa versione dei fatti, sostenendo che il confronto sarebbe stato interrotto dai militanti dem prima di arrivare a una discussione articolata. Zangrillo ha citato, con tono ironico, uno sketch del comico Antonio Albanese sul dialogo e ha ricordato che durante l’incontro fu accusato di voler distribuire olio di ricino. A suo giudizio, il dibattito si trasformò in una «rissa» a causa delle contestazioni provenienti dal pubblico.

Mazzù, parlando della prossima manifestazione, ha invece sostenuto che la selezione degli invitati contribuirà a evitare nuove tensioni. Il segretario dem ha collegato il tema anche alla contrapposizione tra chi si riconosce nella legalità e chi, a suo dire, si accompagna agli ambienti eversivi di Askatasuna. Le accuse reciproche hanno così riportato al centro del confronto politico torinese l’episodio avvenuto durante la precedente Festa dell’Unità.

Il confronto sul futuro della città

Zangrillo è intervenuto anche sulle candidature in vista delle Comunali del 2027, replicando a Enrico Forzese, esponente locale di Futuro Nazionale vicino alle posizioni vannacciane. Forzese aveva sostenuto che il centrodestra avrebbe bisogno di un candidato sindaco nettamente orientato a destra. Il ministro ha definito questa impostazione un possibile «inno alla sconfitta».

Secondo Zangrillo, per Torino servirebbe invece un federatore, cioè una personalità capace di mettere in relazione le diverse sensibilità della comunità moderata. L’esponente di Forza Italia ha escluso che la soluzione possa essere rappresentata da una figura esclusivamente riconducibile alla destra più marcata, sostenendo che una simile lettura non terrebbe conto delle caratteristiche della città.

Sulla mancata partecipazione alla Festa dell’Unità è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle. Mazzù aveva citato l’ex sindaca Chiara Appendino, che durante la manifestazione dello scorso anno aveva posto il veto sulla ricandidatura di Stefano Lo Russo in caso di alleanza. La capogruppo pentastellata in Regione, Sarah Disabato, ha osservato che ogni segreteria è libera di invitare chi ritiene opportuno e che opinioni diverse possono essere accettate se espresse civilmente.

Disabato, a differenza di Appendino, era stata invitata alla festa di settembre. Ha però spiegato che difficilmente potrà partecipare, perché impegnata in una serie di incontri politici con i gruppi territoriali e nell’organizzazione di Nova. La rappresentante 5 Stelle ha infine ringraziato il Pd e rivolto agli organizzatori l’augurio di una buona festa.