Il Centro trapianto di fegato dell’ospedale Molinette di Torino sarà dotato di nuove sale operatorie e di un sistema tecnologico destinato a supportare gli interventi, la ricerca e la formazione. Il progetto di ammodernamento, del valore di 230mila euro, è stato sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo su richiesta e con l’interessamento dell’AITF, l’Associazione Italiana Trapiantati di Fegato.
Il centro è diretto dal professor Renato Romagnoli, secondo il quale l’investimento in tecnologie avanzate nel settore trapiantologico può contribuire a migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, oltre a rafforzare le attività di ricerca e formazione. L’intervento riguarda le sale operatorie del presidio della Città della Salute e della Scienza di Torino, una struttura risalente al 1935.
Il nuovo sistema per le sale
Al centro del progetto c’è il sistema TEGRIS, che consente di riprendere e trasmettere in tempo reale le immagini chirurgiche su più monitor distribuiti nella sala operatoria. Il personale impegnato negli interventi e gli osservatori potranno così seguire le fasi delle operazioni di trapianto attraverso una visualizzazione condivisa.
La piattaforma permette inoltre la registrazione e lo streaming dei dati e l’integrazione con i sistemi informatici aziendali dei laboratori e della radiologia. Il sistema può interfacciarsi anche con le colonne endoscopiche e con le apparecchiature per la chirurgia mini-invasiva, riunendo diverse funzioni in un’unica soluzione. L’obiettivo è favorire nuovi percorsi di ricerca, migliorare le strategie chirurgiche e rafforzare la didattica.
Per Marco Borgogno, presidente dell’AITF, il centro torinese rappresenta un’eccellenza italiana nel settore dei trapianti e deve poter disporre di strumenti aggiornati. Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha sottolineato il ruolo del finanziamento nel sostenere assistenza, ricerca e formazione e nel contribuire all’evoluzione della medicina.
I numeri del centro trapianti
Il Centro trapianto di fegato di Torino si avvicina al traguardo dei 4.500 trapianti epatici effettuati dalla sua fondazione, avvenuta nel 1990 per opera del professor Mauro Salizzoni. Nel 2025 ha eseguito 194 interventi, il numero più alto mai raggiunto in Italia in un singolo anno solare.
I dati sulla sopravvivenza, certificati dal Centro nazionale trapianti, indicano inoltre percentuali superiori al 95% a un anno e all’87% a cinque anni dal trapianto. Il direttore generale della Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida, ha definito l’ammodernamento un ulteriore passaggio per garantire ai professionisti condizioni di lavoro adeguate e consolidare le attività cliniche, scientifiche e formative del centro.