Palcoscenico contemporaneo

Escaped Alone al Carignano, tra intimità e apocalisse

Lisa Ferlazzo Natoli illustra la messinscena del testo di Caryl Churchill e il lavoro sulle quattro figure femminili.

Escaped Alone al Carignano, tra intimità e apocalisse

La regista Lisa Ferlazzo Natoli, insieme ad Alessandro Ferroni, porta per la prima volta in Italia Escaped Alone, testo della drammaturga inglese Caryl Churchill. Lo spettacolo sarà in scena da martedì 10 a domenica 15 novembre al Teatro Carignano di Torino, all’interno della stagione dello Stabile. Sul palco Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio e Alice Palazzi interpretano quattro donne che si ritrovano in un pomeriggio d’estate tra tè, conversazioni e ricordi.

La vicenda costruisce un cortocircuito domestico e perturbante, sospeso tra commedia e apocalisse. Le protagoniste parlano di questioni quotidiane, ma attraverso il loro dialogo emergono fragilità personali, memorie rimosse e una più ampia riflessione sulle derive della società. L’allestimento nasce dall’incontro diretto con Caryl Churchill, che ha dato il proprio consenso al progetto dopo aver assistito a due rappresentazioni de L’amore del cuore, precedente lavoro della compagnia lacasadargilla, al The Coronet Theatre di Londra.

Il lavoro sui testi di Churchill

Ferlazzo Natoli racconta di avere proposto all’autrice di mettere in scena anche Escaped Alone con Tania Garribba e Alice Palazzi, allora già coinvolte nel precedente spettacolo. Da quell’incontro è maturata la scelta di affrontare un testo breve, composto da 32 pagine, capace secondo la regista di delineare personaggi e istituzioni familiari con pochi elementi. Il gruppo di lavoro ha concentrato l’attenzione sulla scrittura di Churchill, descritta come una combinazione di durezza, ironia e attenzione per le figure rappresentate, senza giudizi espliciti.

Uno degli aspetti centrali dell’allestimento è l’intimità tra le quattro donne. La loro conoscenza di lunga data permette di interrompere le frasi, lasciare i pensieri sospesi e affidarsi a una connessione costruita nel tempo. Il passaggio dal pettegolezzo al chiacchiericcio diventa così uno strumento per far affiorare ricordi e situazioni rimosse. La regista interpreta questa modalità di relazione come una forma di confidenza prevalentemente femminile, fondata anche su silenzi, pause e allusioni.

Età dei personaggi e teatro contemporaneo

Nel testo originale le protagoniste sono settantenni, mentre nello spettacolo vengono rappresentate come cinquantenni. La modifica è legata sia all’età delle attrici coinvolte sia alla necessità di confrontare l’opera con la generazione degli interpreti. Per Ferlazzo Natoli, una messinscena di questo tipo richiede una familiarità profonda tra le protagoniste, perché l’alchimia passa anche attraverso i silenzi e le pause inserite dall’autrice.

La regista sottolinea inoltre la difficoltà di proporre opere contemporanee in stagioni teatrali spesso orientate verso autori del passato. Un linguaggio meno familiare può disorientare il pubblico, ma la frequentazione costante del teatro contemporaneo potrebbe favorire una maggiore sintonia con ritmi e forme nuove. Escaped Alone affronta infine il tema della vecchiaia, una condizione che, secondo Ferlazzo Natoli, resta complessa da raccontare in una società proiettata verso l’eterna giovinezza. Proprio per questo, conclude, è importante riportarla al centro del confronto, soprattutto per le nuove generazioni.