Andrea Ganelli è il nuovo presidente del Circolo dei lettori. Il notaio, scelto dalla giunta regionale guidata da Alberto Cirio per succedere a Giulio Biino, ha presentato le linee del mandato triennale durante un incontro nella sede dell’istituzione torinese. Al centro del suo programma ci sono il confronto tra posizioni diverse, la continuità con il lavoro svolto finora e l’ampliamento delle collaborazioni culturali.
Ganelli ha indicato nel pluralismo l’obiettivo principale della sua presidenza. L’intenzione, ha spiegato, è mantenere il Circolo aperto al confronto, con attenzione al merito e senza preclusioni. Il nuovo presidente ha richiamato anche il metodo politico e umano di Aldo Moro, secondo il quale chi sostiene una posizione diversa può comunque custodire una parte di verità utile a migliorare le proposte iniziali.
Il ministero nella governance del Salone
Tra i dossier più delicati c’è il possibile ingresso del ministero della Cultura nella governance del Salone internazionale del libro, manifestazione co-gestita dal Circolo. L’ipotesi era stata sostenuta dal predecessore Biino e dalla Regione, ma il confronto si era fermato dopo un unico incontro con il ministro Alessandro Giuli, segnato dall’assenza di un’intesa tra i soggetti coinvolti.
La posizione dei privati di Torino Città del libro e quella del Comune di Torino hanno infatti reso complesso il percorso. Ganelli ha annunciato che incontrerà il ministero prima di assumere una posizione definitiva, per comprenderne la proposta e poi confrontarsi con gli altri interlocutori. A suo giudizio, una maggiore centralità del dicastero potrebbe rappresentare un valore aggiunto, ma ogni eventuale modifica dovrà essere condivisa da tutti i soci, considerato che le attuali regole della cabina di regia scadranno alla fine dell’anno e che per cambiarle è necessaria l’unanimità.
Collaborazioni e nuove iniziative
Il neo presidente ha indicato la collaborazione, e non la competizione, come criterio nei rapporti con le altre realtà culturali torinesi. Tra i primi interlocutori ci sarà Vale, il nuovo polo culturale presieduto da Maurizia Rebola, già direttrice del Circolo. L’obiettivo è costruire rapporti di complementarietà e sviluppare progetti che coinvolgano linguaggi diversi, dal cinema all’arte.
Il programma prevede inoltre un ampliamento delle attività oltre la sede torinese, con possibili iniziative in altre province del Piemonte e il rafforzamento delle attività già avviate a Novara. Ganelli punta a consolidare il ruolo del Circolo come luogo di discussione sulle trasformazioni sociali, sulle prospettive della città e sui temi di attualità. Tra gli argomenti da affrontare potrebbero esserci anche i bisogni delle nuove generazioni, tornati al centro del dibattito dopo le proteste recenti.
Il coinvolgimento di politici, sociologi e scrittori rientra nelle ipotesi del nuovo corso, ma il presidente ha ribadito la distinzione tra l’attività dell’istituzione e il suo impegno personale in Torino Globale, movimento civico impegnato nell’elaborazione di proposte per il futuro della città anche in vista delle elezioni comunali del 2027. Sul piano economico, Ganelli ha definito positivo il bilancio della Fondazione, sottolineando però la possibilità di aumentare il contributo dei privati, oggi pari a circa il 40% delle entrate. A questo scopo, alla fine dell’anno è prevista una cena di raccolta fondi in via Bogino.