Storie di vita

Da Torino ai sentieri: Alessio supera i propri limiti con Sandro

Cieco dalla nascita, il ventiseienne affronta escursioni e trekking grazie a un rapporto nato al Parco della Mandria.

Da Torino ai sentieri: Alessio supera i propri limiti con Sandro

La roccia sotto gli scarponi, l’asperità delle prese, il tappeto erboso, il crepitio delle foglie secche e il profumo della terra bagnata. Per Alessio Piazza, 26 anni, la montagna passa soprattutto attraverso gli altri sensi. Non vedente dalla nascita, a causa di un parto pretermine, il giovane torinese riconosce i percorsi attraverso il tatto, i suoni, gli odori e la temperatura del sole. Da qualche tempo affronta escursioni sempre più impegnative insieme all’amico Sandro Bressaglia.

Alessio vive nel quartiere Borgo Vittoria, a Torino, con i genitori e una sorella più giovane. Studia Psicologia clinica e di comunità all’Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo e conta di concludere il percorso tra luglio e settembre. Il suo obiettivo è lavorare nell’ambito della salute mentale, nella parte clinica o sociale. Per seguire le lezioni e preparare gli esami utilizza tecnologie assistive e strumenti in braille: può leggere i contenuti caricati sul computer o sul cellulare e chiede alle case editrici di ricevere i libri in formato pdf.

Le barriere oltre la disabilità

La cecità, spiega, non può essere modificata con un intervento. La difficoltà maggiore, però, non riguarda soltanto la condizione personale, ma il rapporto con un sistema sociale che non è ancora pienamente preparato a sostenere chi vive una disabilità sensoriale. Alessio parla anche dei momenti più difficili e degli episodi di depressione, senza nascondere la fatica quotidiana. Allo stesso tempo rivendica la volontà di non lasciare che la propria condizione determini ogni aspetto della sua vita.

Da bambino ha praticato diverse attività, tra cui nuoto e sci, e ha sempre mantenuto un rapporto con il movimento. La passione più forte, tuttavia, è arrivata con il camminare: prima per le strade della città, poi sui sentieri. L’incontro decisivo è avvenuto al Parco della Mandria, dove Alessio si reca spesso. La sua terapeuta conosceva Sandro e ha favorito il contatto tra i due, dopo aver ascoltato il desiderio del giovane di fare escursioni in montagna.

Un percorso condiviso sui sentieri

Da quel momento Sandro è diventato una guida, ma anche uno stimolo e soprattutto un amico. La sua fiducia nelle capacità di Alessio lo ha spinto ad affrontare itinerari via via più complessi, sempre con attenzione alla sicurezza. Le uscite si svolgono una o due volte al mese, dalla primavera fino alla fine dell’autunno, senza concentrarsi su pareti o attività di arrampicata, ma su percorsi comunque impegnativi.

Tra le esperienze più significative ci sono stati quattro giorni di trekking nella zona di Bardonecchia, con lo zaino in spalla e il desiderio di staccare dalla quotidianità. Alessio e Sandro sono entrambi soci del CAI: talvolta partecipano alle escursioni organizzate dai gruppi, più spesso scelgono di partire da soli. Per il giovane, ogni uscita rappresenta una prova concreta: mettersi in gioco, superare un limite e raggiungere una meta.

Sandro racconta con ironia che, in alcune occasioni, è lui a fare fatica a tenere il passo dell’amico. Alessio, invece, considera il compagno di cammino la persona che lo ha aiutato ad andare oltre le proprie aspettative. Il loro rapporto unisce accompagnamento e motivazione, trasformando la pratica dell’escursionismo in un’esperienza di autonomia, fiducia e amicizia. La prossima uscita sarà un altro passo dello stesso percorso.