Mobilitazione regionale

Agricoltori e allevatori manifestano a Torino contro i costi

Oltre un migliaio di produttori davanti a Palazzo Lascaris chiede sostegni per le imprese piemontesi.

Agricoltori e allevatori manifestano a Torino contro i costi

Oltre un migliaio di agricoltori e allevatori aderenti a Coldiretti hanno manifestato nel centro di Torino per denunciare l’aumento dei costi del gasolio e delle spese di produzione. La protesta si è concentrata in piazza Solferino e davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale, con cartelli gialli, campanacci e un trattore parcheggiato nella piazza.

Il corteo ha interessato anche via Alfieri, dove la circolazione è stata bloccata durante la manifestazione. La mobilitazione era rivolta alla Regione Piemonte e alla giunta guidata da Alberto Cirio, alla quale gli operatori del settore chiedono risposte sulle difficoltà economiche che stanno mettendo sotto pressione le aziende agricole e zootecniche.

La richiesta di interventi

Secondo Coldiretti, gli imprenditori non dispongono più delle risorse necessarie per sostenere l’attività e garantire la continuità produttiva. L’organizzazione sollecita quindi sovvenzioni e aiuti per affrontare l’incremento dei costi e chiede che le decisioni vengano assunte in tempi rapidi, intervenendo anche con misure straordinarie.

La protesta si inserisce in un quadro che, secondo i promotori, riguarda una parte rilevante dell’economia piemontese. Il 36 per cento del territorio regionale, pari a oltre 903 mila ettari, è destinato alla produzione agricola. Nel comparto operano circa 43 mila imprese e oltre 70 mila addetti, per un valore complessivo indicato in 5 miliardi di euro.

Pressioni sui mercati e cambiamento climatico

Coldiretti sostiene che la crisi economica sui mercati abbia aumentato la pressione sulla redditività delle aziende. A questo si aggiungono, secondo l’organizzazione, le criticità legate agli effetti del cambiamento climatico, che inciderebbero sulla capacità delle imprese di mantenere i livelli produttivi.

Il timore espresso durante la manifestazione è che la combinazione tra spese elevate, difficoltà dei mercati e condizioni climatiche sfavorevoli possa compromettere la sopravvivenza di numerose attività. Per questo gli agricoltori e gli allevatori chiedono alla Regione di intervenire sul bilancio e di adottare strumenti di sostegno destinati al comparto.