Luigi Zingales è intervenuto a Torino sul rapporto tra welfare, giovani e trasformazioni tecnologiche. Nel dibattito, l’economista ha sostenuto che le proteste delle nuove generazioni siano fondate e ha posto l’accento sugli squilibri nella distribuzione delle risorse tra fasce d’età.
Il confronto tra generazioni
Secondo la posizione riportata, lo Stato sociale rischia di penalizzare i più giovani, concentrando una parte significativa dei benefici sulle generazioni più anziane. Da qui la proposta, espressa in termini netti, di intervenire sulla fiscalità dei cosiddetti boomer, cioè le generazioni nate nel periodo del forte incremento demografico del dopoguerra.
Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulle difficoltà che riguardano i giovani, chiamati a sostenere un sistema di protezione sociale senza avere, secondo l’analisi dell’economista, garanzie equivalenti in termini di reddito e prospettive. Nel testo non vengono indicati strumenti fiscali specifici né eventuali misure operative collegate alla proposta.
Intelligenza artificiale e salari
Un altro passaggio ha riguardato l’intelligenza artificiale. Zingales ha osservato che gli algoritmi possono aumentare la produttività, senza che questo incremento si traduca automaticamente in una crescita dei salari. Il nodo indicato è quindi la distribuzione dei vantaggi generati dall’innovazione tecnologica.
La discussione, riportata il 26 ottobre 2026, collega così due questioni: da una parte la sostenibilità e l’equità del welfare tra generazioni, dall’altra l’impatto dell’automazione sul lavoro. L’intervento non fornisce ulteriori dettagli sulle modalità con cui tassare i beneficiari del sistema sociale o gli algoritmi, ma richiama la necessità di affrontare il tema della ripartizione dei guadagni derivanti dalla tecnologia.