Un negoziante torinese su tre dichiara di essere stato vittima di una spaccata. È il dato principale emerso dall’indagine di Confcommercio, richiamata dall’Ascom, che fotografa la preoccupazione degli esercenti per i furti commessi ai danni delle attività commerciali.
Secondo la rilevazione, il problema non riguarda soltanto i danni immediati provocati dall’effrazione. Per aumentare la sicurezza, i titolari devono sostenere spese aggiuntive per antifurti e videosorveglianza, oltre ai costi delle coperture assicurative.
Difese sempre più costose
La spesa media straordinaria affrontata dagli esercenti per proteggere i propri punti vendita supera i 2.500 euro. Un esborso che, secondo l’allarme raccolto dall’associazione di categoria, incide sui bilanci delle attività e si aggiunge alle conseguenze economiche delle incursioni.
L’Ascom segnala inoltre il senso di insicurezza legato alla frequenza dei reati e alla percezione di una risposta insufficiente. L’associazione sostiene che chi commette questi reati resta impunito, sottolineando così la richiesta di maggiore attenzione sul fronte della sicurezza degli esercizi commerciali.
I dati si riferiscono agli esercenti di Torino e sono stati diffusi nell’ambito dell’indagine Confcommercio. Il quadro restituito è quello di negozi costretti a investire risorse proprie per limitare il rischio di nuove spaccate, mentre la questione della tutela delle attività resta al centro delle preoccupazioni della categoria.