Il progetto della Confederazione Islamica Italiana per l’ex area Nebiolo di Torino è al centro dello scontro politico tra le forze di destra, in Comune e in Regione. L’intervento ha ottenuto il permesso a costruire e prevede un investimento complessivo di 17 milioni di euro.
Secondo il piano, oltre il 60% della superficie sarà destinato a uno studentato universitario. La documentazione indica inoltre che circa l’80% degli spazi avrà funzioni diverse dal culto. L’attenzione politica si concentra però sui 1.309 metri quadrati previsti per la moschea, nel quartiere Aurora, che rappresentano meno del 20% dell’intero progetto.
Le iniziative delle forze di destra
Forza Italia chiede trasparenza sulle modalità di finanziamento dell’opera e ha annunciato iniziative attraverso esposti in Prefettura, interpellanze parlamentari ed emendamenti alle leggi regionali. Il partito intende ottenere chiarimenti sull’identità dei soggetti chiamati a sostenere economicamente la costruzione.
Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale, invece, si muovono separatamente con l’obiettivo di bloccare del tutto la realizzazione della moschea. La strategia politica si sviluppa su più livelli istituzionali, dal Comune alla Regione, con richieste di verifica e interventi normativi.
Il confronto sul progetto
La contestazione riguarda quindi soprattutto la parte destinata al culto, pur inserendosi in un intervento più ampio che comprende lo studentato. La destra sostiene di voler fermare l’opera e chiede chiarezza sia sul contenuto del progetto sia sulla provenienza delle risorse necessarie a finanziarlo.
Il caso dell’ex fonderia Nebiolo riporta così al centro del confronto torinese e regionale il tema della presenza di un nuovo luogo di culto islamico e delle procedure amministrative che hanno portato al rilascio del permesso a costruire.