Allarme giustizia

Torino, fino a 1.400 istanze per giudice nel 2026

Modestino Villani segnala arretrati e chiede sedici nuove risorse: l’anno scorso le pratiche hanno superato quota undicimila.

Torino, fino a 1.400 istanze per giudice nel 2026

Il Tribunale di Torino si prepara ad affrontare un ulteriore aumento dei procedimenti legati alla protezione internazionale. A lanciare l’allarme è il presidente Modestino Villani, che segnala carichi di lavoro ormai difficili da sostenere per la sezione civile Immigrazione. Le udienze, in alcuni casi, vengono fissate anche al 2033, con tempi di attesa che incidono sui percorsi giudiziari dei richiedenti asilo.

Molti fascicoli arrivano dopo il rigetto delle domande da parte delle commissioni territoriali. Al crescere delle decisioni negative aumentano anche i ricorsi, mentre la sezione del tribunale non dispone di personale sufficiente per assorbire il flusso. Secondo Villani, sette anni di attesa sono troppi per qualsiasi causa, anche se in diversi casi i ricorrenti hanno ottenuto una sospensiva e possono quindi restare regolarmente in Italia durante l’esame della loro posizione.

I numeri del carico giudiziario

Nel 2025 il tribunale torinese ha ricevuto 7.500 richieste di provvedimenti definitivi e 3.562 domande di sospensiva, per un totale di 11.062 istanze. La media ha superato i 1.300 procedimenti per ciascun giudice. Per il 2026, invece, sono già oltre 8.369 le pratiche da esaminare, con una proiezione annuale che potrebbe arrivare a 12mila, pari a più di 1.400 casi per magistrato.

La sezione è composta da un presidente e otto giudici. Un eventuale spostamento di magistrati da altri settori, ha spiegato Villani, finirebbe per indebolire ambiti altrettanto delicati, come quelli della famiglia e dei minori. Per il presidente, dunque, l’attuale organizzazione non consente di smaltire con regolarità tutto il lavoro che arriva agli uffici.

La richiesta al ministero

Insieme ai presidenti di altri tribunali distrettuali interessati dai procedimenti sull’immigrazione, a luglio Villani ha scritto al ministero della Giustizia. Nella lettera sono state indicate le difficoltà attese con l’entrata in vigore del decreto 100/2026, che secondo i vertici giudiziari porterà nuove possibilità di ricorso e, di conseguenza, un ulteriore incremento delle procedure.

Da Torino la richiesta è di almeno 16 magistrati in più, oltre al rafforzamento del personale amministrativo. I presidenti hanno chiesto anche un incontro con il ministero per discutere le criticità operative, ma, secondo quanto riferito da Villani, finora non è arrivata alcuna risposta.

Il presidente del tribunale non attribuisce responsabilità politiche specifiche, ma descrive una situazione destinata a peggiorare. Le richieste di tutela dei migranti, ha osservato, sono in crescita e potrebbero aumentare ancora con l’applicazione del patto europeo. A fronte del rafforzamento delle risorse destinato alle commissioni, quelle disponibili per i tribunali sarebbero invece rimaste invariate. Il problema, secondo Villani, non riguarda soltanto Torino, ma potrebbe interessare gli uffici giudiziari di tutta Italia.