Industria

Mirafiori, nuovo stop alla produzione: sindacati contro Stellantis

La Fiom chiede un veicolo aggiuntivo e accusa le istituzioni di inerzia sul futuro dello stabilimento torinese.

Mirafiori, nuovo stop alla produzione: sindacati contro Stellantis

Un nuovo fermo produttivo è previsto per lunedì 21 settembre nello stabilimento Mirafiori di Torino. La sospensione riguarderà sia le Carrozzerie sia il reparto Presse, ampliando così l’interruzione delle attività già annunciata per la produzione. Secondo la Fiom torinese, il provvedimento rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà che stanno interessando il sito industriale.

A intervenire sono Edi Lazzi, segretario generale della Fiom di Torino, e Gianni Mannori, responsabile della Fiom di Mirafiori. I due esponenti sindacali sostengono che il problema produttivo si stia estendendo e riferiscono che anche il lunedì successivo le Presse, oltre alla Carrozzeria, saranno interessate da uno stop. Per la rappresentanza dei lavoratori, la decisione contrasta con l’ottimismo espresso nei giorni precedenti da Cappellano, direttore operativo di Stellantis per l’Europa.

La richiesta di un nuovo modello

La Fiom contesta in particolare il modo in cui sono state presentate le prospettive per il futuro del sito. Le comunicazioni recenti hanno indicato per il 2026 un raddoppio delle auto prodotte rispetto all’anno precedente, ma il sindacato osserva che l’obiettivo iniziale sarebbe stato quello di quadruplicare i volumi. Da qui la critica a quella che viene definita una rappresentazione positiva di una situazione che, secondo i delegati, resta invece fortemente problematica.

Per il sindacato, la soluzione non può limitarsi agli annunci sui livelli produttivi. La richiesta è l’arrivo immediato di un altro modello da produrre a Mirafiori e la programmazione di un investimento per una nuova linea capace di ospitare ulteriori veicoli. L’obiettivo indicato è garantire una prospettiva industriale più solida allo stabilimento e maggiore continuità al lavoro nei reparti coinvolti.

L’appello alle istituzioni

Nel comunicato, la Fiom rivolge infine un appello alle istituzioni locali e nazionali, accusandole di non intervenire mentre le difficoltà di Mirafiori rischiano di ripercuotersi sull’intero indotto. Il sindacato richiama anche le scelte produttive di BYD, che secondo quanto riportato potrebbe collocare le proprie produzioni in Francia o in Spagna, escludendo l’Italia.

La nuova sospensione viene quindi letta dalla Fiom come un passaggio ulteriore nella crisi del sito torinese. Al centro restano la continuità produttiva, l’arrivo di nuovi modelli e la necessità di decisioni industriali considerate urgenti per Mirafiori e per le aziende collegate.