Decisione giudiziaria

Torino, Scullari ai domiciliari: potrà tornare al lavoro

Il 39enne resta accusato per l'investimento dei due giovani dopo lo scippo sul Lungo Po Antonelli.

Torino, Scullari ai domiciliari: potrà tornare al lavoro

Domenico Scullari, 39 anni, resterà agli arresti domiciliari per i fatti avvenuti il 26 agosto 2026 lungo Po Antonelli, a Torino. L’imprenditore, accusato di tentato omicidio dopo aver investito con il proprio suv due giovani sospettati di averlo scippato, potrà però tornare a gestire direttamente la sua azienda edile.

La decisione sulla misura cautelare

Il provvedimento è stato adottato dal tribunale di sorveglianza di Torino dopo il ricorso presentato dall’avvocato Cesare Mariconda. Scullari, che inizialmente aveva dovuto lasciare la gestione dell’impresa ai familiari, potrà riprendere i rapporti con imprenditori e fornitori e occuparsi nuovamente delle attività aziendali.

Dopo aver trascorso due notti in carcere, il gip aveva disposto per lui i domiciliari con braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con persone estranee al nucleo familiare. In seguito alla pronuncia del Riesame, il dispositivo non dovrà più essere indossato e sarà revocato anche il divieto di comunicazione con l’esterno. Resta invece confermata la misura domiciliare.

L’inseguimento dopo lo scippo

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel giorno due ragazzi si erano avvicinati a Scullari a bordo di un monopattino, lungo Po Antonelli, e gli avevano strappato una collana dal collo. L’imprenditore sarebbe quindi salito sul proprio suv e avrebbe inseguito i due giovani fino all’altezza di via Andorno, dove li avrebbe travolti facendoli cadere a terra.

Uno dei due, mentre cercava di rialzarsi, sarebbe stato nuovamente colpito dall’uomo. L’altro, sbattuto a terra con violenza, avrebbe perso conoscenza. Nelle fasi più concitate, Scullari sarebbe riuscito a recuperare la collanina. Le forze dell’ordine, intervenute poco dopo, avevano rintracciato il veicolo, che presentava danni evidenti.

L’imprenditore era stato fermato mentre si recava dai carabinieri per denunciare la rapina. Entrambi i giovani erano rimasti feriti: uno è ancora ricoverato in gravissime condizioni, mentre l’altro, dopo essere fuggito fino a Barriera di Milano, è stato trasferito in una comunità per disintossicarsi dall’hashish. Le indagini sono coordinate dalla sostituta procuratrice Elisa Buffa.