Rassegna visiva

Il World Press Photo 2026 torna a Torino all’Accademia Albertina

Dal 18 settembre al 13 dicembre, 144 immagini premiate affrontano guerre, ambiente, diritti e vicende personali.

Il World Press Photo 2026 torna a Torino all’Accademia Albertina

Da venerdì 18 settembre a domenica 13 dicembre 2026, l’ipogeo della Rotonda del Talucchi, all’interno dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, ospiterà una nuova edizione del World Press Photo Exhibition. L’appuntamento, in via Accademia Albertina 6, segna il decimo anno consecutivo della presenza della rassegna nel capoluogo piemontese.

Il percorso espositivo raccoglierà 144 immagini vincitrici della 69ª edizione del concorso internazionale organizzato dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam. Le fotografie sono state selezionate da una giuria tra 57.376 scatti presentati da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. I lavori propongono una lettura dell’attualità attraverso reportage, progetti documentari e immagini dedicate a vicende individuali.

Conflitti, crisi climatica e diritti

Tra i temi affrontati figurano i conflitti internazionali e le condizioni di vita in Stati Uniti, Ucraina, Nepal, Pakistan e Palestina. Alle situazioni di crisi si affiancano storie di resistenza, tradizioni locali e percorsi legati alle comunità. Una parte rilevante della selezione riguarda la crisi climatica, con fotografie realizzate a Los Angeles, nelle Filippine, in Messico e in Norvegia.

Le immagini documentano inoltre proteste per i diritti negli Stati Uniti, movimenti femminili in Guatemala e Kenya e vicende personali legate alla salute, all’isolamento, al lutto e alla sopravvivenza. Sono presenti anche progetti sulle giovani generazioni, tra cui quello sulle ballerine di danza classica in Sudafrica e il lavoro dedicato alle famiglie coinvolte nelle politiche sull’immigrazione negli Stati Uniti.

Il rapporto tra persone e ambiente è raccontato attraverso ritratti e immagini dedicate al mondo naturale, dall’abbattimento di elefanti in Zimbabwe alla fauna dell’Artico e della Cina. Il riconoscimento di World Press Photo of the Year 2026 è stato assegnato alla fotografa statunitense Carol Guzy per Separated by ICE, realizzata per ZUMA Press e pubblicata sul Miami Herald.

I premiati e gli incontri in programma

La fotografia di Guzy mostra l’arresto di un padre di famiglia ecuadoriano da parte degli agenti dell’immigrazione all’interno del tribunale federale di New York, nell’agosto 2025. Nel corridoio, la moglie Cocha e i tre figli manifestano il proprio dolore. Tra i finalisti per la Foto dell’Anno figurano anche il palestinese Saber Nuraldin, autore di Aid Emergency in Gaza, e Victor J. Blue, con il progetto The Trials of the Achi Women.

Per l’Italia è stata premiata Chantal Pinzi con Farīsāt: Gunpowder’s Daughters, progetto dedicato alle donne marocchine che praticano una tradizione equestre storicamente maschile. Tra gli altri autori premiati figurano César Rodríguez, William Keo, Diego Ibarra Sánchez, Sanna Sjöswärd e Wu Fang, con lavori dedicati rispettivamente alla scarsità idrica, alle banlieue francesi, alle scuole in contesti di conflitto, all’anoressia grave e alla maternità tramite fecondazione assistita a 60 anni.

Durante il periodo dell’esposizione sono previsti incontri e conferenze dedicati alla fotografia e all’attualità. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 25 settembre alle 17:30 con il fotografo Pablo E. Piovano, autore del progetto Il costo umano delle agrotossine. Il lavoro analizza le conseguenze dell’uso di fitofarmaci e glifosato sulla popolazione rurale in Argentina, a trent’anni dalla liberalizzazione della soia geneticamente modificata.

L’edizione 2026 del concorso è stata organizzata attraverso sei giurie regionali e una giuria globale presieduta da Kira Pollack. Le aree geografiche previste dal regolamento hanno portato alla selezione di 42 vincitori, 31 dei quali originari dei luoghi raccontati. Il concorso è articolato nelle categorie Singole, Storie e Progetti a lungo termine.

A Torino l’iniziativa è organizzata da Cime, Brand Ambassador Italia della World Press Photo Foundation, con il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana di Torino. L’allestimento è realizzato nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi con la collaborazione dell’Accademia Albertina. La rassegna, nata nel 1955, è itinerante e viene presentata in 60 città di tutti i continenti.