Si sono svolte a Torino le udienze di convalida per due delle tre persone coinvolte nella vicenda avvenuta lungo Po Antonelli. Il caso riguarda il 39enne Domenico Scullari, accusato di aver investito con il proprio suv e poi colpito due giovani dopo essere stato derubato di una collanina.
La posizione di Scullari
Scullari, imprenditore e padre di quattro figli, è accusato di tentato omicidio ed è detenuto dal 26 agosto. Assistito dall’avvocato Cesare Mariconda, ha scelto di non rispondere alle domande della giudice per le indagini preliminari Paola Vetro e non ha reso dichiarazioni spontanee.
Durante l’udienza, l’uomo si sarebbe limitato a chiedere informazioni sulle condizioni di salute di Karim I.E., il più grande dei due giovani coinvolti. Agli atti dell’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Elisa Buffa, restano quindi le dichiarazioni rese da Scullari subito dopo l’arresto: agli investigatori avrebbe riferito di essere stato rapinato e avrebbe ammesso di aver reagito.
La difesa ha chiesto la scarcerazione dell’imprenditore o, in alternativa, la concessione degli arresti domiciliari. La procura ha invece sostenuto la necessità di mantenere la custodia in carcere. La gip Paola Vetro si è riservata di decidere e, secondo quanto riferito, dovrebbe pronunciarsi nelle prossime ore.
Il procedimento per il minorenne
Il secondo procedimento ha riguardato un 17enne, arrestato dopo i fatti e assistito dall’avvocato Pettiti. Il ragazzo ha ammesso di essere stato con un amico al momento del furto, precisando però di non essere stato lui a strappare la collanina dal collo della vittima. Ha inoltre riferito di essere stato alla guida del monopattino.
Nella ricostruzione fornita davanti alla giudice Maria Grazia Devietti Goggia, il minorenne avrebbe raccontato che Scullari li avrebbe inseguiti inizialmente a piedi. Poi, dopo aver perso di vista l’uomo, i due se lo sarebbero ritrovato accanto a bordo del suv. Il ragazzo ha dichiarato di ricordare soltanto il momento in cui si sarebbe ritrovato a terra, mentre veniva colpito.
La procuratrice dei minorenni Emma Avezzù aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. La giudice ha però accolto la richiesta della difesa: il 17enne è stato scarcerato e trasferito in una comunità. La misura non chiude il procedimento, poiché le indagini sull’aggressione, sul furto della collanina e sulle responsabilità dei tre coinvolti sono ancora in corso.
Karim I.E., assistito dall’avvocato Antonio Vallone, non ha partecipato all’udienza perché è ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Giovanni Bosco. La sua posizione sarà valutata nell’ambito degli ulteriori accertamenti sulla dinamica dei fatti avvenuti lungo Po Antonelli.