Dopo sette anni

Incidente a Villareggia, due condanne per la morte dei cantonieri

Conducente 90enne e caposquadra hanno ricevuto pene diverse; prosciolti gli altri imputati.

Incidente a Villareggia, due condanne per la morte dei cantonieri

Due condanne e quattro assoluzioni hanno chiuso in primo grado il processo per la morte di Giuseppe Butera e Giuseppe Rubino, i due cantonieri della Città Metropolitana di Torino deceduti durante un intervento di manutenzione stradale. La sentenza è stata pronunciata il 10 settembre dal tribunale di Ivrea, a sette anni dall’incidente avvenuto a Villareggia.

La sentenza del tribunale

L’autista della Fiat Tipo che investì i lavoratori, oggi 90enne, è stato condannato a tre anni di reclusione per omicidio stradale. La giudice Antonella Pelliccia ha escluso l’aggravante legata al superamento dei limiti di velocità. Per Giovanni Cuiuli, caposquadra del cantiere allestito lungo la strada provinciale 595, è stata stabilita una pena di un anno e sei mesi di carcere, con sospensione condizionale.

Il tribunale ha invece assolto gli altri quattro imputati, tutti accusati di cooperazione colposa in omicidio stradale. Le assoluzioni sono state pronunciate perché il fatto non sussiste o perché gli imputati non lo hanno commesso. La procura aveva chiesto condanne anche nei loro confronti, sostenendo che non fosse stato predisposto un senso unico alternato con movieri, misura che secondo l’accusa avrebbe potuto evitare l’investimento.

La dinamica dell’incidente

Butera, originario di Chivasso, e Rubino, di Caluso, stavano lavorando nel cantiere sulla provinciale 595. La Fiat Tipo procedeva da Villareggia centro in direzione di Mazzè. Secondo la ricostruzione riportata nel processo, l’auto avrebbe superato diverse vetture, prima di andare in testacoda dopo aver urtato il carro attrezzi presente nell’area di lavoro.

L’impatto spinse il mezzo di servizio in parte fuori dalla carreggiata. Subito dopo, la vettura investì i due cantonieri e concluse la propria corsa contro un muretto. Le famiglie delle vittime, che hanno già ricevuto il risarcimento, non si sono costituite parte civile nel procedimento.