Martina Arduino, prima ballerina del Teatro alla Scala, sarà protagonista alla Reggia di Venaria di Carla with love, spettacolo dedicato a Carla Fracci e promosso dalla Regione. La rappresentazione, accolta oggi nella residenza sabauda, tornerà in scena mercoledì a Palazzo Reale. Al suo fianco ci sarà Jacopo Bellussi, principal soloist de Les Ballets de Monte-Carlo, mentre la coreografia e la regia sono affidate a Stefania Ballone e la drammaturgia a Serge Honegger.
Nata a Moncalieri e cresciuta nella Borgata Parella, Arduino ha iniziato a studiare danza a cinque anni. A undici anni è entrata nel percorso della Scala, nel cui corpo di ballo è approdata a diciotto anni. A ventuno è diventata prima ballerina. Nello spettacolo interpreterà la storia artistica di una delle étoile italiane più note, portando in scena anche gli insegnamenti ricevuti direttamente da Fracci.
Il legame con Carla Fracci
«È un’emozione incredibile, un onore immenso», racconta Arduino parlando del progetto. La ballerina spiega di essere particolarmente legata all’iniziativa perché Fracci, prima della sua scomparsa, le aveva trasmesso indicazioni preziose sul ruolo di Giselle, uno dei personaggi che l’hanno resa celebre. «Mi ha regalato moltissimi suggerimenti, anche piccole sfumature che si sono rivelate fondamentali», aggiunge, sottolineando la responsabilità di custodire quei dettagli e tramandarli.
Arduino considera Fracci un punto di riferimento e ricorda la generosità dimostrata nei suoi confronti. Alla domanda se lo spettacolo sarebbe piaciuto alla grande étoile, risponde: «Credo di sì. O almeno lo spero». Il tributo nasce quindi dall’incontro tra una memoria personale e la volontà di riportare sul palcoscenico una figura centrale della danza italiana.
Il lavoro e la vita oltre il palcoscenico
La giornata di una prima ballerina della Scala comincia alle 10 con un’ora di lezione e riscaldamento, prosegue con le prove fino alle 13.40, una pausa e un nuovo impegno dalle 14.25 alle 17.30. Il lavoro si svolge per sei giorni alla settimana, con un giorno e mezzo di riposo, e può aumentare in base alle produzioni. Arduino non parla di sacrificio, ma di scelte e dedizione, accompagnate dalla cura del corpo e da alcune rinunce.
Nel tempo libero preferisce non avere orari rigidi e dedicarsi con calma alle proprie attività. Dopo il Covid ha coltivato la passione per la pittura, che considera rilassante. Nel camerino milanese conserva fotografie di ruoli e momenti condivisi con colleghi e amici, oltre ai biglietti ricevuti dagli spettatori. Non rinuncia inoltre a un piccolo orsacchiotto d’infanzia e a un braccialetto rotto, regalo della nonna.
La ballerina condivide il mestiere con il compagno Marco Agostino, primo ballerino della Scala. Entrambi perfezionisti, trovano nel lavoro comune una maggiore comprensione reciproca. Arduino racconta di non amare i locali affollati e di preferire i concerti, soprattutto di musica classica e jazz. A novembre sarà inoltre impegnata con Roberto Bolle nell’Apollo di Balanchine, dove interpreterà una delle tre Muse.