Verso le urne

Torino, il Movimento 5 Stelle frena sul campo largo

Pd e Avs chiedono tempi rapidi, mentre nel centrosinistra persistono divisioni sulla candidatura a sindaco.

Torino, il Movimento 5 Stelle frena sul campo largo

Mentre i leader nazionali annunciano le primarie a febbraio e accelerano sulla costruzione di un’alleanza progressista alternativa al centrodestra, a Torino il confronto in vista delle prossime elezioni comunali resta ancora aperto. Il tentativo di costruire un’intesa allargata tra le forze di centrosinistra non ha infatti prodotto una posizione condivisa, soprattutto sul ruolo del Movimento 5 Stelle e sulla possibile candidatura del sindaco Stefano Lo Russo.

L’apertura arrivata dal primo cittadino dal palco dell’ultima Festa dell’Unità non è stata raccolta, almeno per ora, dai pentastellati torinesi. Lo Russo aveva invitato a superare gli attriti del passato, sostenendo che la fase politica è diversa da quella del 2021 e che, di fronte alle destre, non esisterebbe un’alternativa al campo largo. Nel Movimento, però, prevale ancora la cautela.

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il coordinatore torinese Alberto Unia non ha commentato l’annuncio nazionale. A intervenire è stata la coordinatrice regionale Sarah Disabato, secondo cui la decisione spetta ai territori. La rappresentante del Movimento ha spiegato che in diversi Comuni sono in corso tavoli programmatici, quando esistono le condizioni per avviare un confronto, e ha ribadito che anche a Torino sarà ascoltata la realtà locale.

Disabato ha inoltre ricordato che i 5 Stelle hanno chiesto una regia comunale per definire i candidati, con l’obiettivo di garantire equilibrio e rappresentanza. Il nodo politico resta però legato alla figura di Lo Russo: il Movimento potrebbe valutare un dialogo con il Pd, ma non appare disposto, almeno in questa fase, a sostenere automaticamente l’attuale sindaco. A pesare sono gli attriti maturati durante il mandato da sindaca di Chiara Appendino e nei successivi cinque anni trascorsi dall’opposizione in Consiglio comunale.

Le diverse posizioni in Consiglio

All’interno del gruppo consiliare pentastellato emergono sensibilità differenti. Il capogruppo Andrea Russi ha definito importante l’accordo raggiunto a livello nazionale, sottolineando che il confronto dovrebbe partire dal programma. Tra le priorità indicate ci sono lavoro, welfare e ambiente, temi sui quali il Movimento sostiene di avere lavorato e svolto opposizione a Torino. Per Russi, però, qualsiasi ipotesi per il futuro dovrà prevedere una discontinuità reale e riconoscibile rispetto all’amministrazione Lo Russo.

Di segno diverso le parole di Valentina Sganga, già candidata sindaca alle precedenti elezioni comunali. La consigliera ha accolto positivamente l’intesa nazionale e ha sostenuto la necessità di una proposta politica radicale e coraggiosa. Secondo Sganga, l’accordo può imprimere una svolta anche al confronto torinese e rende necessario verificare se esistano le condizioni per costruire un progetto comune.

Il Partito democratico punta intanto a ridurre i tempi del confronto. Il capogruppo in Comune Claudio Cerrato ha auspicato la chiusura dei tavoli sulle alleanze, liste comprese, entro gennaio, per evitare che la campagna delle primarie allarghi ulteriormente le distanze. Anche Alice Ravinale, capogruppo di Avs in Regione, ha confermato l’obiettivo di unire il campo progressista in Piemonte e a Torino, in linea con il percorso nazionale. La definizione dell’alleanza resta tuttavia legata al confronto sui programmi e sulla candidatura a sindaco.