Udienza cautelare

Torino, il 42enne chiede aiuto dopo le molestie alla 13enne

La difesa contesta la ricostruzione iniziale e attende il pronunciamento dei giudici sulla misura

Torino, il 42enne chiede aiuto dopo le molestie alla 13enne

Chiede aiuto e dice di voler cambiare lavoro il 42enne indagato per violenza sessuale nei confronti di una 13enne. L’uomo, che lavorava come cassiere in un minimarket di Torino, ha affidato le proprie dichiarazioni a un documento presentato dalla sua avvocata Francesca D’Urzo al tribunale del riesame.

Nel testo, l’indagato avrebbe chiesto di non lavorare più a contatto con il pubblico e di poter frequentare un corso rivolto agli uomini autori di abusi. La richiesta è stata formulata nell’ambito del procedimento cautelare avviato dopo i fatti avvenuti alla fine di agosto, quando la ragazzina si era recata nel negozio per acquistare alcune bibite.

Il ricorso della Procura

Il tribunale del riesame si è riservato la decisione sul ricorso della Procura, che chiede nuovamente la custodia cautelare in carcere per l’uomo, in attesa della conclusione delle indagini coordinate dalla sostituta procuratrice Eleonora Sciorella. Una decisione è attesa entro pochi giorni.

Nelle settimane precedenti il 42enne era stato scarcerato con obbligo di firma, dopo che la giudice non aveva convalidato il fermo. Nel provvedimento erano stati considerati l’assenza di precedenti penali, la collaborazione dell’indagato e il fatto che si fosse attivato per recuperare le credenziali necessarie a visionare le telecamere del locale. La giudice aveva inoltre richiamato l’effetto deterrente dell’arresto, della breve esperienza in carcere, durata tre giorni, e il comportamento mostrato durante l’interrogatorio.

La ricostruzione della difesa

Anche la difesa si è rivolta al riesame per chiedere un alleggerimento della misura cautelare. L’udienza è fissata per il 17 ottobre. Tra gli elementi sottoposti ai giudici ci sono i filmati del minimarket, che secondo la difesa mostrerebbero una dinamica diversa da quella descritta nei primi atti dell’inchiesta: dalle immagini emergerebbe un solo contatto tra la giovane e il cassiere, e non tre.

La difesa richiama inoltre il fatto che il minimarket non è più operativo. Il negozio è stato chiuso per alcune violazioni amministrative ed è stato successivamente imbrattato da un 25enne. Secondo questa impostazione, l’indagato non si troverebbe più nelle condizioni di ripetere i comportamenti contestati, un aspetto collegato al rischio di reiterazione del reato.

La denuncia era stata presentata dalla famiglia della ragazza dopo quanto sarebbe avvenuto il 28 agosto al momento del pagamento. La giovane avrebbe subito toccamenti indesiderati e senza consenso, riferendo di essersi sentita disgustata. Dalle immagini consegnate agli investigatori dallo stesso indagato sarebbe emerso anche un precedente episodio ai danni di una quarantenne, che non risulta abbia presentato denuncia.

Durante l’udienza di convalida, l’uomo aveva detto di aver sbagliato, sostenendo che si trattasse della prima volta e dichiarandosi dispiaciuto. In seguito aveva riferito di aver bevuto due tequila. Nei giorni successivi, invece, avrebbe rilasciato dichiarazioni di segno diverso a una giornalista televisiva, sostenendo di non aver fatto nulla di sbagliato. L’arresto era scattato poche ore dopo i fatti, quando gli agenti lo avevano raggiunto nel minimarket. Il 42enne era stato condotto nel carcere Lorusso e Cutugno, dal quale era uscito il 31 agosto.